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18 apr 2022

La kryptonite per il Superdollaro ancora non è stata trovata



Il dollaro è la valuta internazionale dominante nei commerci e nelle transazioni finanziarie da circa un secolo, quando sottrasse il predominio alla sterlina britanica

 Si tratta di un immenso privilegio per gli USA, ma tale privilegio comporta una serie di costi e si basa su condizioni difficili da assicurare. Innanzitutto il paese che emette la moneta di riserva internazionale deve garantire i diritti di proprietà nel quadro di un sistema legale affidabile e non influenzato dalle autorità di governo. Inoltre deve avere un esercito capace di assicurare la difesa del proprio territorio e dei propri interessi. Autosufficienza alimentare ed energetica e predomino tecnologico completano il quadro. 

Il predominio del dollaro non è insidiato dallo yuan

In seguito all'imposizione di sanzioni alla Russia si è levato il coretto da stadio degli antiamericani che preconizzano la creazione di una valuta alternativa al dollaro o, addirittura, il declino del dollaro sui mercati internazionali. 

Si tratta di argomenti risibili destinati a far presa su un pubblico affetto da scarsa alfabetizzazione economica. Lo yuan cinese che alcuni ritengono possa soppiantare il dollaro, non ha alcuna chance di emergere per il prevedibile futuro. L'offerta di titoli cinesi a basso rischio che gli investitori possano detenere come attività sicure e le banche centrali accumulare come riserve è asfittica. Per di più la disponibilità e liquidità di tali titoli sono limitate da controlli sui movimenti dei capitali e da regolamentazioni cervellotiche applicate discrezionalmente

Le chances dell'euro

Al momento solo l'euro soddisfa alcune condizioni che potrebbero insidiare il ruolo internazionale del dollaro, ma all'Unione Europea mancano sia la capacità militare che l'indipendenza energetica. Inoltre per assicurare adeguata liquidità internazionale il paese che emette la valuta di riserva deve accettare di mantenere ampi deficit di bilancia dei pagamenti.

Per quanto la quota di riserve detenute in dollari dalle banche centrali sia scesa del 12% dall'inizio del secolo, dal 71% nel 1999 al 59% nel 2021, solo un quarto di questo declino è stato assorbito dallo yuan mentre il resto è attribuibile alle valute dei paesi esportatori di materie prime, come Australia e Canada.

I dati

Esaminando i dati, se oltre al dollaro si considerano anche le valute dei paesi occidentali, nel 2000, oltre il 98% delle riserve internazionali era detenuto dollari, euro, yen e sterlina britannica. Meno del 2% delle riserve era detenuto in valute di paesi emergenti (BRICS inparticolare). Nel 2021, la quota di valute occidentali è scesa al 90% a vantaggio dello yuan. Tale aumento va attribuito al maggior peso della Cina nel commercio mondiale e quindi alla necessità per i suoi partner commerciali di detenere liquidità anche in yuan. Ma della finanza e del capitalismo in salsa cinese sono in pochi a fidarsi.

Un altro filone di farneticazioni asserisce che saranno le criptovalute a soppiantare il dollaro, anzi tutte le monete fiat nelle transazioni commerciali e finanziarie internazionali. Secondo questi geni della finanza la gente dovrebbe fidarsi più di una blockchain che dell'esercito americano e di Wall Street.

Insomma, la kryptonite per il superdollaro come valuta di riserva ancora non è stata trovata.