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3 lug 2022

Il piccolo risparmiatore incaprettato dall'inflazione

Non esistono strategie semplici per proteggersi dall'inflazione, soprattutto per un piccolo risparmiatore. Anzi l'inflazione rappresenta il modo con cui i governi succhiano agevolmente risorse ai piccoli risparmiatori, proprio perché non vi è modo di proteggersi dall'esproprio.

L'esproprio subdolo

L'inflazione, sia chiaro, è un esproprio perpetrato con metodi subdoli da governi screditati, incapaci e corrotti. Le autorità di appropriano di risorse reali in modo surrettizio, senza un voto del Parlamento, senza lasciare impronte digitali sul malloppo.



L'inflazione serve proprio ad incaprettare le persone normali, senza grandi patrimoni gestiti da professionisti, che si possono spostare facilmente da un continente all'altro per decurtare loro i risparmi attraverso una tassa patrimoniale occulta

Il tradimento delle banche centrali

Per difendere i piccoli risparmiatori alle banche centrali è stata attribuita un'indipendenza dal potere politico che ne limitasse gli abusi. Invece le banche centrali in Europa e in America hanno tradito il loro mandato e la fiducia loro concessa, diventando i complici dei governi più biechi, irresponsabili e ignobili. I governi alla disperata ricerca di consenso clientelare attraverso gigantesche operazioni di voto di scambio.

In Italia queste operazioni sono ben note: le più recenti e macroscopiche sono il Redito di Cittadinanza e Quota100. Ma sa alziamo lo sguardo per abbracciare un orizzonte più ampio ci accorgiamo che in Italia l'INPS è un pozzo senza fondo.


Secondo il rapporto del Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali, il 28,3% dei pensionati beneficiano di un sussidio, perché per 66 anni di vita (e 50 di vita lavorativa) non hanno pagato tasse e contributi.

Addirittura 800mila invidui percepiscono una pensione senza aver mai versato un soldo bucato di contributi o di tasse durante la loro vita. Costoro erano sconosciuti al fisco. Si sono materializzati di fronte alle autorità solo quando si sono presentati agli sportelli dell'INPS per richiedere la pensione sociale. Tutta gente che vota (insieme ai familiari) per chi ha garantito loro di poter vivere alle spalle dei lavoratori. 

La vera protezione è il voto

In conclusione l'inflazione serve per incaprettare i risparmiatori, i lavoratori a reddito fisso, gli imprenditori che non possono scaricare sui clienti i maggiori costi. La vera protezione contro l'inflazione è il voto. Bisogna eleggere parlamenti (e governi) che non siano imbottiti dei referenti politici dei parassiti.

Perché quando l'inflazione esplode è troppo tardi. Non c'è rifugio che tenga.

1 lug 2022

Il Funerale del Fronte Popolar-Populista

Il caldo africano di questi giorni sembra tracimare nella politica rendendola addirittura incandescente

Mentre Draghi mieteva successi a livello internazionale nel vertici del G7 in Germania e della Nato a Madrid, a Roma andava in scena l'ennesimo psicodramma grullino: secondo pettegolezzi da fantesche di infima cucina, diffusi ad arte dai mestatori di professione, Draghi avrebbe chiesto a Grillo di sbarazzarsi di Conte alla guida del Mo-vi-mento, ridimensionato da 5 Stelle a 2 Stelle e Mezzo.



Ovviamente, il Presidente del Consiglio in conferenza stampa ha smentito categoricamente i pettegolezzi invitando i mestatori (che asseriscono di avere riscontri oggettivi) a tirare fuori queste fantomatiche prove del "gombloddo" contro l'Avvocato dalla candida pochette. In definitiva Conte e suoi pretoriani sono stati ancora una volta derisi e sbeffeggiati in pubblico.

Il disfacimento del Mo-vi-mento trascina con sé il cosiddetto Campo Largo vagheggiato da Letta sulla scia della strategia di Zingaretti e Bettini. Dal Campo Largo al Campo Minato il passo è breve, soprattutto dopo le elezioni amministrative che hanno sancito il collasso dei voti grillini. Le spoglie del Fronte Popolar-Populista tra Letta e Conte giacciono esanimi tra Pomigliano e Volturara in attesa del funerale.

La legge elettorale


Per il rebus delle alleanze il passaggio chiave sarà la nuova legge elettorale, che in molti vorrebbero proporzionale, in modo da non dover essere costretti ad allearsi prima del voto. Infatti la parcellizazione delle forze politiche spinge per la riforma in senso proporzionale con uno sbarramento abbastanza basso tra il 3 e il 5%.

Ma la rivoluione copernicana nella politica italiana potrebbe imprimerla solo Mario Draghi in persona, decidendo di capeggiare un nuovo partito che possa rottamare le attuali coalizioni e portare in Parlamento una classe di politici decisi a riformare l'Italia come un rullo compressore.

Inoltre la stagione delle vacche obese sta per finire, insieme al supporto incondizionato della BCE al debito pubblico italiano. Dall'anno prossimo torna l'austerità: quindi bonus, sussidi e altre meraviglie clientelari atte a comprare voti si eclisseranno e i debiti andranno ripagati in moneta sonante. Quella nel vostro borsellino, per essere precisi. 

23 giu 2022

UNO NON VALE PIU' UNO

La legislatura più pazza del mondo era iniziata con la vittoria dei #populisti no-euro, pro-parassiti, infiltrati da paesi ostili e antagonisti dell'Unione Europea, ma soprattutto della logica elementare. Dopo quattro anni una scossa tettonica ha terremotato il panorama politico del Belpaese. La figura più rappresentativa dell'Unione Monetaria e dell'Europa Unita presiede un governo di larghissime intese. 

Gestisce (sia pur a fatica) le risorse assegnate all'Italia per rompere le incrostazioni e tornare ad eccellere nel mondo civile. La scissione dei dimaiani dalle rovine del Mo-vi-mento casaleggese completa questo percorso di rinsavimento collettivo. 

La realtà irrompe rabbiosamente sul set del Truman Show messo in piedi sfruttando la comunicazione social e l'analfabetismo di ampie fette dell'elettorato.

Il farneticante progetto politico 

Ponti d'oro al nemico che fugge, ma anche al nemico che si pente, invoca comprensione e perdono e si schiera dalla nostra parte. Aver vinto una lotta strenua contro l'ignoranza più crassa e le infime pulsioni dell'animo umano incapsulate in un farneticante progetto politico, deve indurci ad essere magnanimi e inclusivi

I residui dei 5 Stelle sono annichiliti. Conte, un leader da operetta buffa, riesce a malapena a balbettare qualcuna delle sue banalità da azzeccacarbugli, mentre Grillo autonominatosi Elevato (in analogia ai caciocavalli appesi al soffitto delle masserie) tace dopo aver predetto che la creatura di Casaleggio padre (a cui lui offriva i servigi e il talento di guitto) si sarebbe biodegradata.

Purtroppo la previsione non è del tutto corretta. La creatura non è biodegradabile. Lascerà scorie altamente tossiche nella politica e nell'economia italiana (il reddito di cittadinanza ad esempio), che qualche novello, o vetusto demagogo alla Dibba cercherà di sfruttare.

22 giu 2022

I salari non aumentano per decreto legge


La questione salariale, di fronte ad un'inflazione fuori controllo, ha scalato la lista delle priorità politiche.

Purtroppo il peso delle buste paga non dipende da complotti del Bilderberg, dall'avidità della finanza o da farneticazioni assortite che leggete sui blog, ma dall'efficienza del sistema economico e dalla tassazione (che in Italia ha assunto caratteristiche confiscatorie).




In un paese dove l'educazione economica è appannaggio di esigue nicchie, sarà difficile far comprendere alla gente che il salario non aumenta per decreto legge, ma riflette la produttività del lavoro oltra alla produttività totale dei fattori (che dipende in buona parte dai servizi pubblici e dalla dotazione di infrastrutture).

In un'economia dove uno lavora, uno regge la scala e tre guardano lo spettacolo (talora reggendo un secchio), difficilmente i salari potranno raggiungere livelli tedeschi o svedesi.

In termini semplici se la produttività ristagna, i salari italiani soprattutto nelle aziende poco innovative, non potranno che restare inchiodati agli attuali livelli nominali.

L'introduzione di salario minimo o di altre misure dirigiste produrrà due effetti: maggior ricorso al lavoro nero e bancarotta delle aziende meno efficienti.



20 giu 2022

Dopo un decennio di finanza allegra ritorna l'austerità triste



Le maggiori banche centrali del mondo hanno ignorato per mesi, anzi per anni, le inevitabili conseguenze nefaste di una politica monetaria iper espansiva (o, peggio, al servizio di miopi interessi politici). Il redde rationem è arrivato dopo una recessione profonda post pandemia e nel bel mezzo della guerra più brutale in Occidente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. E' evidente che né Powell né la Lagarde sono in grado di affrontare la situazione che loro stessi hanno contribuito a creare insistendo stolidamente che l'inflazione sarebbe stata un fenomeno temporaneo.

L'Italia, dove la disciplina fiscale è un anatema, deve affrontare l'ennesimo shock epocale nel giro di 15 anni, con le finanze pubbliche disastrate e il tessuto economico slabbrato.

18 giu 2022

Cornuti e vaccinati: il Covid in Cina



L'attenzione dei media italiani sulla Cina negli ultimi mesi è svanita, un po' per lo spazio dedicato all'invasione dell'Ucraina, ma anche perché le notizie dal paese dove è iniziata la pandemia, non sono gradite al milieu intellettualoide che inneggia ai dittatori di ogni risma e colore.

Il governo di Pechino aveva pomposamente proclamato la completa eradicazione del Covid dalle sue lande grazie alla politica "zero-Covid" e aveva magnificato gli effetti del vaccino autarchico (probabilmente sviluppato rubando informazioni alle aziende farmaceutiche occidentali). Invece i laboratori cinesi non sono stati in grado nemmeno di copiare le formule e i processi: di conseguenza il vaccino inoculato a centinaia di milioni di persone si è rivelato un intruglio largamente inefficace.


Da Zero Covid ai lazzaretti

Da quando a febbraio la pandemia ha ripreso vigore decine di milioni di persone sono state costrette a subire un ferreo lockdown (il caso di Shanghai è il più famoso) e che ancora oggi perdura in metropoli sconfinate come Tianjin. Le restrizioni sono state sconvolgenti mentre i positivi sono stati internati in lazzaretti insalubri (ad esempio allestiti alla Fiera di Shanghai) dove il vero pericolo era il colera, non il Covid.

La clamorosa balla secondo cui le dittature sarebbero più efficienti delle democrazie nel gestire le emergenze e fornire soluzioni adeguate, è stata ancora una volta sbugiardata dagli eventi. I propagandisti delle autocrazie dovrebbero quindi finire nella cloaca della Storia. Purtroppo in Italia il terreno per la semina delle balle è sempre fertile e ben concimato dal letame ideologico sparso a piene mani dagli URSSini e dai Caciari.