Ecco le posizioni che espresse in quella fase:
1. La solidarietà con il movimento No TAV
Salvini si recò diverse volte in Val di Susa in quegli anni. In occasioni di forti scontri con le forze dell'ordine (ad esempio nel 2011 e nel 2012 durante gli scavi esplorativi di Maddalena), Salvini prese pubblicamente posizione a difesa dei manifestanti, definendo le cariche della polizia come eccessive e ingiustificate.
2. L'opera definita "inutile" e "spreco"
Su Twitter, nei comizi e nelle interviste di quel periodo, Salvini definiva la TAV un'opera inutile, un "cathedral in the desert" (una cattedrale nel deserto) e uno spreco di denaro pubblico. Argomentava che i soldi della TAV sarebbero dovuti essere usati per altre infrastrutture ritenute più urgenti (come la tangenziale esterna di Milano o il potenziamento delle linee ferroviarie locali del Nord).
3. Il parallelo con il Movimento 5 Stelle
In quegli anni, la Lega e il Movimento 5 Stelle (che era nato proprio sull'onda del No TAV) condividevano molte posizioni sull'ambientalismo e contro le grandi opere. Salvini cercava spesso di intercettare quel stesso elettorato di protesta, sdoganando la Lega Nord dai suoi vecchi paradigmi sole-padano per abbracciare battaglie di stampo più generale e "ribelle".
Il cambio di rotta
La posizione di Salvini è cambiata drasticamente nel corso degli anni, specialmente in concomitanza con la sua entrata nel governo nazionale.
Il Governo Conte I (2018-2019): Quando la Lega formò il governo con il Movimento 5 Stelle, la TAV fu uno dei nodi principali.
Inizialmente, i due partiti firmarono un contratto di governo che prevedeva di bloccare l'opera. Tuttavia, man mano che i tecnici calcolarono le enormi penali per il recesso dai trattati internazionali (centinaia di milioni di euro), Salvini iniziò a cambiare tono. Ora fa sfoggio di sacro furore legalitario contro i suoi amici di un tempo.







