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30 lug 2026

Il Ritratto di Famiglia dei No-TAV include un certo Matteo Salvini

Nei primi anni della sua ascesa politica a livello nazionale, Matteo Salvini si era posizionato in modo netto contro la TAV in Val di Susa. Non si tratta di una posizione datata ai suoi esordi assoluti (fine anni '90, quando era un semplice attivista e consigliere comunale a Milano, e il tema non era al centro del suo dibattito), ma riguarda sicuramente la fase cruciale in cui ha assunto la leadership della Lega (tra il 2012 e il 2013). In quel periodo, per rilanciare il partito dopo il crollo del 2011 e l'arresto di Bossi, Salvini adottò una forte retorica "anti-sistema" e "anti-casta", che lo portò a sposare molte delle istanze dei movimenti territoriali, inclusi i No TAV.

Ecco le posizioni che espresse in quella fase: 

1. La solidarietà con il movimento No TAV 
Salvini si recò diverse volte in Val di Susa in quegli anni. In occasioni di forti scontri con le forze dell'ordine (ad esempio nel 2011 e nel 2012 durante gli scavi esplorativi di Maddalena), Salvini prese pubblicamente posizione a difesa dei manifestanti, definendo le cariche della polizia come eccessive e ingiustificate. 
 
2. L'opera definita "inutile" e "spreco" 
Su Twitter, nei comizi e nelle interviste di quel periodo, Salvini definiva la TAV un'opera inutile, un "cathedral in the desert" (una cattedrale nel deserto) e uno spreco di denaro pubblico. Argomentava che i soldi della TAV sarebbero dovuti essere usati per altre infrastrutture ritenute più urgenti (come la tangenziale esterna di Milano o il potenziamento delle linee ferroviarie locali del Nord). 

3. Il parallelo con il Movimento 5 Stelle 
In quegli anni, la Lega e il Movimento 5 Stelle (che era nato proprio sull'onda del No TAV) condividevano molte posizioni sull'ambientalismo e contro le grandi opere. Salvini cercava spesso di intercettare quel stesso elettorato di protesta, sdoganando la Lega Nord dai suoi vecchi paradigmi sole-padano per abbracciare battaglie di stampo più generale e "ribelle". 


Il cambio di rotta 

La posizione di Salvini è cambiata drasticamente nel corso degli anni, specialmente in concomitanza con la sua entrata nel governo nazionale. Il Governo Conte I (2018-2019): Quando la Lega formò il governo con il Movimento 5 Stelle, la TAV fu uno dei nodi principali. 

Inizialmente, i due partiti firmarono un contratto di governo che prevedeva di bloccare l'opera. Tuttavia, man mano che i tecnici calcolarono le enormi penali per il recesso dai trattati internazionali (centinaia di milioni di euro), Salvini iniziò a cambiare tono. Ora fa sfoggio di sacro furore legalitario contro i suoi amici di un tempo.

27 gen 2026

Xi Jinping Decapita L'Esercito Cinese

Qualcosa si è incrinato nella gestione assolutistica del potere in Cina. Xi Jinping la cui posizione sembrava inscalfibile ha fatto arrestare il generale Zhang Youxia, Vice-Presidente della Commissione Militare Centrale, cioè l'istituzione deputata a gestire e controllare l'esercito della Repubblica popolare cinese. Per capire quanto sia importante quella carica basti ricordare che fu l'unica che Deng Xiaoping tenne per sé e ricoprì fino alla sua morte una volta consolidato il suo potere dopo la morte di Mao.



La foto qui in alto, scattata l'11 marzo 2025 alla fine di una riunione dei vertici del Partito Comunista Cinese (PCC), sembrerebbe emblematica. Il generale si volta ostentatamente di spalle mentre Xi Jinping passa tra gli altri gerarchi che lo salutano, applaudono o mostrano deferenza.

Quali siano i motivi di contrasto tra i due non è chiaro. Le accuse che hanno portato all'arresto -- secondo alcune fonti in un'operazione che ha causato diversi morti tra i pretoriani di Zhang e i soldati mandati a catturarlo -- parlano di corruzione e spionaggio, ma anche di aver creato una fazione che "minava l'unità del partito". In parole povere Zhang si riprometteva di contrastare o addirittura rovesciare il potere del Segretario del PCC.

Il maggiore quotidiano delle Forze Armate, Jiefangjun Bao, ha pubblicato un articolo dal titolo “Vincere con determinazione la lunga e difficile battaglia contro la corruzione militare” che accusa Zhang e l'ex ministro della difesa Liu, defenestrato nel 2023, di aver "
causato danni enormi alla “costruzione politica dell'esercito, all'ecosistema politico e alla costruzione della capacità di combattimento” e “hanno avuto un effetto estremamente dannoso sul partito, sullo Stato e sull'esercito” (un'accusa molto grave). Ed è necessario soddisfare standard più elevati in Cina, tra le altre cose, perché nel 2027 l'Esercito popolare di liberazione (PLA) compirà 100 anni e le forze armate sono invitate a riunirsi ancora più fortemente attorno al Comitato centrale del PCC
".

Ma se c'è del marcio nell'Esercito Popolare di Liberazione non è limitato alle proverbiali poche mele marce. Quasi la metà dei generali per la precisione 37 su 81 nominati dal Cobgresso dell 22 ottobre scorso sono stati arrestati o sono scono scomparsi dalla circolazione, e un numero imprecisato di ufficiali di rango inferiore sono andati ad ingrossare le fila del milione di burocrati e militari arrestati per corruzione l'anno scorso. Una purga che fa impallidire persino quelle maoiste o staliniane.



Non è detto che l'arresto di Zhang metta in sicurezza il regime di Xi. Da Pechino filtrano notizie di resistenze alla purga organizzate all'interno del partito. Evidentemente la presa sul potere dell'uomo che si presenta nelle vesti di un nuovo Mao è meno ferrea di quel che si vorrebbe far credere all'intenro e all'esterno.

24 gen 2026

Il Referendum sulla Giustizia è solo il primo passo per rendere l'Italia un paese civile

La riforma costituzionale approntata del Ministro Carlo Nordio sulla separazione delle carriere dei magistrati tra requirenti e giudicanti prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio superiore della Magistratura (CSM) e la creazione di un'Alta Corte Disciplinare che sostituisce la sezione disciplinare del CSM che praticamente è una barzelletta, nel migliore dei casi, mentre nel peggiore serve ad insabbiare o coprire le responsabilità gravissime di certi togati.



Cambieranno radicalmente le modalità di composizione dei due Consigli superiori. I membri “laici”, infatti, saranno sorteggiati da un elenco di professori ordinari in materie giuridiche e avvocati con oltre 15 anni di esercizio della professione eletti dal Parlamento in seduta comune; i “togati”, invece, saranno designati per sorteggio tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti secondo quanto stabilirà una legge ordinaria.

Ovviamente non si tratta di una panacea dei mali della Giustizia Italiana. E'meramente un primo passo per depotenziare lo strapotere di certi magistrati (in combutta col giornalismo militante) che agiscono, consciamente o meno, da sicari di parte e che quanto ad efficienza sono un disastro senza pari nel mondo civile. Troppo spesso le decisioni di una parte ben precisa della magistratura risponde a criteri ideologici malamente coperti dalla foglia di fico dell'indipendenza.

Il militante in toga sfrutta l'ambiguità dei testi che compongono gli articoli delle leggi italiane, e quindi forniscono un grimaldello politico all'invasato convinto di dover rimediare alle storture della società e dunque perseguire obiettivi politici.In sostanza le leggi italiane sono scritte in modo talmente cialtronesco e vago, da permettere un'ampia discrezionalità ai giudici per cenfezionare o inventare interpretazioni speciose.



Luca Palamara, ex presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), pizzicato da un trojan a influenzare le nomine delle posizioni apicali alla Procura di Roma, ha spiegato con dovizia di particolari come funzionava e tuttora funziona il sistema marcio. Ma nonostante lo scandalo suscitato, dopo pochi giorni è calata l'indifferenza verso le degenerazioni ampiamente documentate, e lo scandalo è stato insabbiato. Il referendum inoltre dovrebbe costituire il primo passo verso l'introduzione della responsabilità civile dei giudici, che al momento è solo una tragica beffa per i cittadini onesti. Nordio su questa materia su cui gli italiani avevano già decisio con un referendum, doveva essere più incisivo e meno codardo.

25 dic 2025

La Retromarcia sull'Esproprio degli Asset Russi

La decisone presa dal Consiglio d'Europa di emettere un debito comunitario da 90 miliardi di euro per finanziare lo sforzo bellico in Ucraina, piuttosto che espropriare le riserve della banca centrale russa è stata presa dopo 16 ore di virulente discussioni. Il presidente del Consiglio d'Europa il portoghese António Costa ha twittato: “Abbiamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto”.

Ma i fondi proverranno dal bilancio generale dell'Unione europea perché alcuni governi nazionali temevano ripercussioni in particolare le conseguenze legali e reputazionali di tale atto. Forse in punta di diritto questa giustificazione avrebbe un senso se la Russia non fosse uno stato canaglia. E le canaglie non possono invocare il diritto internazionale per perpetrare i loro crimini.

Insomma alla fine i beni russi “rimarranno congelati fino a quando la Russia non pagherà un risarcimento all'Ucraina” secondo il cancelliere tedesco Merz. I leader dell'UE hanno anche prorogato tutte le sanzioni contro la Russia per altri sei mesi. Come giudicare questo esito? Secondo Merz, in questo modo l'UE sta inviando un “segnale chiaro” a Putin. Ma è lecito dubitarne. Se si fossero espropriate le riserve russe Putin avrebbe ricevuto un vero segnale di sfida e l'Ucraina avrebbe a disposizione risorse sifficienti per infliggere altre umiliazioni al regime mafioso.



Invece questo compromesso da smidollati, caldeggiata dai filo-putiniani in seno all'Unione Europea, Meloni in testa, ha dimostrato ancora una volta la vigliaccheria dei leader europei o la loro impotente velleità. Tanto più inquietante e stomachevole in un momento in cui Trump e Vance si dimostrano sempre più spesso e con maggiore convinzione al servizio di Putin. E sul fronte economico la Russia si trova in sempre più acute difficoltà. Beffardamente, il Cancelliere tedesco Merz ha ringraziato i “sostenitori dell'Ucraina” Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron per aver protetto gli interessi delle loro aziende in Russia e per aver utilizzato il denaro dei contribuenti europei per finanziare l'Ucraina.

A voler essere meno pessimisti possiamo consolarci che il finanziamento per la sopravvivenza dell'Ucraina è assicurato almeno fino alla primavera del 2027. Ma non bastano questi palliativi. Putin non si farà certo intimidire dai laidi minuetti inscenati nei corridoi e nei sottoscala di Bruxelles.


24 dic 2025

Giorgio Provinciali Reporter di Guerra in Diretta dal Fronte Ucraino

Fonti ucraine riportano che «Le riserve umane russe si stanno prosciugando e Mosca può solo sostenere questa guerra ma non espandere le conquiste [...] Se l’Ucraina continuerà a preservare strategicamente la propria resistenza, la Russia arriverà al punto di rottura».

Ma come osserva Giorgio Provinciali in questo video e nei suoi articoli affinché questo esito si realizzi è fondamentale che gli alleati dell’Ucraina si rendano conto che devono smettere di foraggiare la macchina bellica russa più della difesa ucraina con acquisti di idrocarburi e devono fornire armi letali a Kyiv. La superiorità russa risiede ormai quasi esclusivamente in un soverchiante volume di fuoco fatto di missili prodotti con denaro e tecnologie anche occidentali, equipaggiamento e droni forniti dalla Cina o costruiti grazie al suo materiale ‘dual use’ e artiglieria, mezzi e ancora missili nordcoreani.



Finché Mosca produrrà o riceverà più di quanto spara, gli emissari americani – cioè i portavoce di Putin – poseranno sul tavolo di Zelenskyj condizioni di resa irricevibili, sostenendo che quella sia l’unica pace possibile a fronte delle «carte vincenti» russe. Nel suo briefing il capo di stato maggiore ucraino Syrskyj ha però confermato che gli attacchi ucraini nelle retrovie russe hanno causato perdite per 21,5 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno, comprovando l’effi- cacia dell’operazione Deep Strike. Non a caso, da queste parti quegli attacchi vengono definiti «sanzioni che funzionano». La leadership ucraina ha sostenuto l’apertura delle frontiere ai ragazzi d’età compresa fra 18 e 24 anni perché il vero vulnus del proprio esercito non consiste in problemi che hanno anche i russi.

Mosca però spinge affinché l’Occidente veda quello come un problema interno solo all’Ucraina. Una narrazione funzionale alle scelte pilatesche che Washington sta cercando d’imporre ai propri partner. La pace passa dunque inevitabilmente per una stream of consciousnessoccidentale. Per questo il nostro lavoro è oggi più che mai essenziale. Consapevolmente o meno, troppi media continuano a rilanciare a distanza la narrativa russa secondo cui a causa d’una leadership politica e militare corrotta e conflittuale l’Ucraina sarebbe a corto d’uomini e costretta alla resa. Giorgio ha pubblicato negli ultimi due mesi oltre 60 reportage e registrato quasi 50 video dal fronte che dimostrano il contrario.

Il fatto che Zelenskyj stesso abbia sentito il dovere d’indossare il giubbetto antiproiettile e registrare un video, col suo smartphone, evidenzia la gravità della guerra all’informazione. Allo stesso modo, vedere Syrskyj in prima equipaggiato e con nome da battaglia, spiega come la verità sia proprio qui, fra queste prime linee. L’unico fronte su cui la Russia avanza speditamente è quello dell’informazione.

22 dic 2025

Lo Squallido Palio dei Pavidi EU-nuchi


La decisione di finanziare il sostegno economico all'Ucraina attraverso l'emissione di bond garantiti dall'Uunione europea invece che confiscando le riserve della #banca centrale russa rappresenta l'ennesima sconfitta per la Commissione UE presieduta da Ursula von der Leyen.


La cocca della Merkel si rivela sempre più manifestamente inadeguata al ruolo e non riesce a comprendere che un sussulto di dignità dovrebbe imporle di dimettersi. E' una vergogna assoluta invocare il diritto internazionale per rifiutarsi di colpire come merita un regime criminale che ha aggredito vigliaccamente un paese sovrano al di fuori di qualsiasi legalità internazionale. Chiunque abbia addotto questa ignobile giustificazione dovrebbe essere additato al ludibrio pubblico.



Personaggio di raro squallore si è rivelato ancora una volta Macron. La posizione ambigua della Francia è stata determinante per negare l'utilizzo delle riserve russe congelate permanentemente in Europa per supportare l’Ucraina. “Macron ha tradito Merz e sa che dovrà pagare un prezzo per questo”, ha affermato un alto diplomatico dell'UE. “Ma è così debole che non ha avuto altra scelta se non quella di schierarsi con Giorgia Meloni”. Uno smacco bruciante, ma anche un grave errore politico: l'appeasement nei confronti della Russia non fa altro che rafforzare i suoi avversari politici a cominciare da Marine Le Pen.

Inoltre Macron si è opposto stolidamente al trattato commerciale con il Mercosur. Non contento, il Presidente francese pare abbia di nuovo espresso la voglia di farsi umiliare in estenuanti conversazioni telefoniche con il criminale di guerra Putin.

L'unico lato positivo di questo indegno spettacolo di viltà, di insipienza e di soggezione verso il regime di Putin è il fatto che comunque i fondi per finanziare la difesa dell'Ucraina sono stati stanziati per almeno un altro anno. Garantendo tale supporto all'Ucraina si spera che l'UE guadagni tempo per elaborare un meccanismo di sostegno condiviso, che renda politicamente, giuridicamente e finanziariamente tollerabile un ulteriore utilizzo dell'ecosistema patrimoniale. Se così fosse l'esproprio degli asset russi non sarebbe fuori discussione, ma solo rinviato.