La riforma costituzionale approntata del Ministro Carlo Nordio sulla separazione delle carriere dei magistrati tra requirenti e giudicanti prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio superiore della Magistratura (CSM) e la creazione di un'Alta Corte Disciplinare che sostituisce la sezione disciplinare del CSM che praticamente è una barzelletta, nel migliore dei casi, mentre nel peggiore serve ad insabbiare o coprire le responsabilità gravissime di certi togati.
Cambieranno radicalmente le modalità di composizione dei due Consigli superiori. I membri “laici”, infatti, saranno sorteggiati da un elenco di professori ordinari in materie giuridiche e avvocati con oltre 15 anni di esercizio della professione eletti dal Parlamento in seduta comune; i “togati”, invece, saranno designati per sorteggio tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti secondo quanto stabilirà una legge ordinaria.
Ovviamente non si tratta di una panacea dei mali della Giustizia Italiana. E'meramente un primo passo per depotenziare lo strapotere di certi magistrati (in combutta col giornalismo militante) che agiscono, consciamente o meno, da sicari di parte e che quanto ad efficienza sono un disastro senza pari nel mondo civile.
Troppo spesso le decisioni di una parte ben precisa della magistratura risponde a criteri ideologici malamente coperti dalla foglia di fico dell'indipendenza.
Il militante in toga sfrutta l'ambiguità dei testi che compongono gli articoli delle leggi italiane, e quindi forniscono un grimaldello politico all'invasato convinto di dover rimediare alle storture della società e dunque perseguire obiettivi politici.In sostanza le leggi italiane sono scritte in modo talmente cialtronesco e vago, da permettere un'ampia discrezionalità ai giudici per cenfezionare o inventare interpretazioni speciose.
Luca Palamara, ex presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), pizzicato da un trojan a influenzare le nomine delle posizioni apicali alla Procura di Roma, ha spiegato con dovizia di particolari come funzionava e tuttora funziona il sistema marcio. Ma nonostante lo scandalo suscitato, dopo pochi giorni è calata l'indifferenza verso le degenerazioni ampiamente documentate, e lo scandalo è stato insabbiato.
Il referendum inoltre dovrebbe costituire il primo passo verso l'introduzione della responsabilità civile dei giudici, che al momento è solo una tragica beffa per i cittadini onesti. Nordio su questa materia su cui gli italiani avevano già decisio con un referendum, doveva essere più incisivo e meno codardo.
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24 gen 2026
14 dic 2023
Il governo #Meloni si accuccia di fronte alla magistratura militante
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto, uno degli alleati più fidati di Giorgia #meloni ha affermato che una parte della magistratura si sta attivando per colpire il governo. In assenza di un'opposizione parlamentare seria, l'unico pericolo per il governo secondo Crosetto sarebbero le indagini contro esponenti della maggioranza.
Le accuse non sono state circostanziate con fatti, circostanze e persone coinvolte, ma hanno aperto il trito vaso di Pandora di polemiche sui rapporti tra politica e magistratura. Dopo giorni in cui è andato in scena la pochade di furiose reciproche accuse, è tornato a regnare un inquietante silenzio. Tutto messo a tacere, a parte una convocazione di Crosetto in Procura a Roma, da cui è lecito aspettarsi nulla di concreto.
Il governo #Meloni era partito lancia in resta per contrastare la deriva della magistratura militante che usa la toga per perseguire fini politici. La nuova Presidente di Magistratura democratica Silvia Albano è un fulgido esempio di attivista politico che non fa mistero di voler usare i poteri dell'Ordine giudiziario per influenzare le scelte politiche e coartare l'azione dei governi sgraditi ai magistrati di estrema sinistra.
Per sanare queste storture Meloni aveva nominato Ministro della Giustizia Carlo Nordio, magistrato garantista in pensione, che nessuno avrebbe potuto accusare di nutrire animosità verso le toghe. Ma appena annunciati provvedimenti di natura molto blanda è scattata la rabbiosa reazione dei magistrati politicizzati spalleggiati dai media (che vengono regolarmente imbeccati dai PM) e i loro referenti nel PD e nel M5S. Da allora Meloni e Salvini si sono accucciati ai piedi della ANM e Nordio è stato sconfessato e osteggiato dalla sua stessa maggioranza. Se la magistratura ha debordato dal proprio ruolo quali rimedi si possono adottare? Le riformicchie varate in questi giorni sono sufficienti? La separazione delle carriere è necessaria? E la responsabilità civile e penale dei magistrati deve rimanere un tabù? Una valutazione seria dell'operato deve essere introdotta? Magari se Crosetto desse una risposta chiara a queste domande invece di scagliarsi contro i mulini a vento sarabbe molto più apprezzato.
Per sanare queste storture Meloni aveva nominato Ministro della Giustizia Carlo Nordio, magistrato garantista in pensione, che nessuno avrebbe potuto accusare di nutrire animosità verso le toghe. Ma appena annunciati provvedimenti di natura molto blanda è scattata la rabbiosa reazione dei magistrati politicizzati spalleggiati dai media (che vengono regolarmente imbeccati dai PM) e i loro referenti nel PD e nel M5S. Da allora Meloni e Salvini si sono accucciati ai piedi della ANM e Nordio è stato sconfessato e osteggiato dalla sua stessa maggioranza. Se la magistratura ha debordato dal proprio ruolo quali rimedi si possono adottare? Le riformicchie varate in questi giorni sono sufficienti? La separazione delle carriere è necessaria? E la responsabilità civile e penale dei magistrati deve rimanere un tabù? Una valutazione seria dell'operato deve essere introdotta? Magari se Crosetto desse una risposta chiara a queste domande invece di scagliarsi contro i mulini a vento sarabbe molto più apprezzato.
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