La riforma costituzionale approntata del Ministro Carlo Nordio sulla separazione delle carriere dei magistrati tra requirenti e giudicanti prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio superiore della Magistratura (CSM) e la creazione di un'Alta Corte Disciplinare che sostituisce la sezione disciplinare del CSM che praticamente è una barzelletta, nel migliore dei casi, mentre nel peggiore serve ad insabbiare o coprire le responsabilità gravissime di certi togati.
Cambieranno radicalmente le modalità di composizione dei due Consigli superiori. I membri “laici”, infatti, saranno sorteggiati da un elenco di professori ordinari in materie giuridiche e avvocati con oltre 15 anni di esercizio della professione eletti dal Parlamento in seduta comune; i “togati”, invece, saranno designati per sorteggio tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti secondo quanto stabilirà una legge ordinaria.
Ovviamente non si tratta di una panacea dei mali della Giustizia Italiana. E'meramente un primo passo per depotenziare lo strapotere di certi magistrati (in combutta col giornalismo militante) che agiscono, consciamente o meno, da sicari di parte e che quanto ad efficienza sono un disastro senza pari nel mondo civile.
Troppo spesso le decisioni di una parte ben precisa della magistratura risponde a criteri ideologici malamente coperti dalla foglia di fico dell'indipendenza.
Il militante in toga sfrutta l'ambiguità dei testi che compongono gli articoli delle leggi italiane, e quindi forniscono un grimaldello politico all'invasato convinto di dover rimediare alle storture della società e dunque perseguire obiettivi politici.In sostanza le leggi italiane sono scritte in modo talmente cialtronesco e vago, da permettere un'ampia discrezionalità ai giudici per cenfezionare o inventare interpretazioni speciose.
Luca Palamara, ex presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), pizzicato da un trojan a influenzare le nomine delle posizioni apicali alla Procura di Roma, ha spiegato con dovizia di particolari come funzionava e tuttora funziona il sistema marcio. Ma nonostante lo scandalo suscitato, dopo pochi giorni è calata l'indifferenza verso le degenerazioni ampiamente documentate, e lo scandalo è stato insabbiato.
Il referendum inoltre dovrebbe costituire il primo passo verso l'introduzione della responsabilità civile dei giudici, che al momento è solo una tragica beffa per i cittadini onesti. Nordio su questa materia su cui gli italiani avevano già decisio con un referendum, doveva essere più incisivo e meno codardo.
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24 gen 2026
27 lug 2021
La Riforma Cartabia è l'aspirina con cui il governo pretende di curare la lebbra
Immaginate di possedere un catorcio di autovettura: motore con cilindri grippati, carrozzeria arrugginita, pneumatici quasi senza battistrada. Un bel giorno in preda ad un impulso di efficientismo decidete di affrontare il problema.
Ma invece di riparare il catorcio o di comprarne un'auto nuova decidete che ridurrete i tempi di percorrenza da casa all'ufficio, dopo aver pulito il parabrezza e oliato la serratura dello sportello. E promettendo di cambiare la manovella degli alzacristalli posteriori.
Il catorcio e' la Giustizia italiana. La riforma Cartabia si limita a decretare una riduzione dei tempi di prescrizione senza affrontare sostanzialmente le cause delle lungaggini processuali. In pratica, modificare i tempi della prescrizione senza di rimediare alle storture di quel guazzabuglio mefitico chiamato Codice di procedura penale è una tragica presa in giro. Da un ex Presidente della Consulta, aspirante alla Presdienza della Repubblica, ci si aspettava francamente di molto meglio.
Vi sono casi eclatanti di errori giudiziari rimediati dopo venti anni, Procure in mano a organizzazioni di malaffare, un CSM preda di guerra tra correnti e potentati. Di tutto questo la riforma non si occupa. Pensavamo di esserci lasciati alle spalle la stagione delle scimmie al volante. Ma non si sa se per pavidita', fretta, incompetenza o altro, la Cartabia sta sprecando un'occasione epocale offerta dal Recovery Fund per rifondare la Giustizia italiana e rimetterla al passo con quella dei paesi minimamente civili. Una delusione cocente che l'Italia delle persone oneste non meritava.
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