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31 ago 2026

Il Senso dell'Etica nei Robot Killer

L’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito militare sta rivoluzionando le strategie di guerra e le regole di ingaggio in battaglia.

In particolare le Lethal Autonomous Weapon Systems (LAWS) o “killer robot”, capaci di individuare e colpire un obiettivo senza intervento umano. Tali innovazioni sollevano enormi questioni: è lecito che a decidere della vita o della morte di soldati e civili sia un algoritmo?

L’IA finora è stata concepita come supporto alla decisione, per analizzare enormi quantità di dati, selezionare obiettivi, adiuvare la logistica e velocizzare le reazioni di un essere umano.

Ma l'evoluzione dell'IA è troppo prorompente per essere racchiusa in confini predefiniti e la realtà irrompe sui teatri di guerra. Il caso della scuola di Minab, colpita da un missile Tomahawk che ha massacrato gli studenti e i maestri viene citato come il caso di errore madornale compiuto per difetto di integrazione tra sistemi di analisi automatica e decisioni operative.



 

Tuttavia è dificile assodare che la decisione affidata alla mente umana avrebbe evitato il massacro. Secondo le ricostruzioni, il comando militare avrebbe utilizzato informazioni di intelligence obsolete, quindi anche senza l’IA impiegata per filtrare o classificare obiettivi, che risorse aveva un umano per aggiornare le informazioni in tempi rapidi? L’IA velocizza la catena di intervento identificando i bersagli con i dati a disposizione. Ma se i dati di partenza sono errati o incompleti, l’IA commette gli stessi errori degli umani, anche se ad un ritmo più serrato.

Lo scontro tra Anthropic e il Pentagono rappresenta il conflitto tra chi vuole un'IA "etica" con controllo umano (human-in-the-loop) e chi, come il Pentagono e i tecnocrati, propugna sistemi aperti e interamente autonomi per scopi di sicurezza nazionale.

La questione non è banale e difficlmente risolvibile. Molti sistemi di IA sono “scatole nere”: neanche i loro sviluppatori sono in grado di prevedere con certezza quale sarà la decisione presa in un contesto specifico.

Questo rende estremamente difficile prevedere o spiegare il comportamento di un’arma autonoma in situazioni reali di estrema complessità. Inoltre, sistemi addestrati in ambienti artificiali possono reagire in modo assurdo quando operano in scenari in continua evoluzione come una battaglia, con il rischio concreto di ignorare le vittime civili o generare effetti deflagranti.

Ma al di là di tutte le considerazioni etiche il Pentagono ritiene che le argomentazioni etiche sono una distrazione. In una guerra con la Cina conterà l'efficienza dei sistemi di IA. Il più veloce è destinato a vincere. L'etica in guerra è un lusso che al Pentagono non possono permettersi. 

5 dic 2021

Insalata Bielorussa





Dopo aver ordinato al suo tirapiedi bielorusso di utilizzare i profughi, raccolti in giro per il mondo, come arma di pressione politica contro l'Europa, Putin ha rivolto le sue mire sull'Ucraina, sua ossessione da quando è salito al potere.

Secondo l'intelligence Nato, che ha imbeccato la Bild e il Washington Post, l'esercito russo avrebbe un piano per un'invasione dell'Ucraina riportato nel grafico in basso. I russi pianificherebbero un attacco "da sud, da est e da nord, e in uno scenario 'massimale' di portare 2/3 dell'Ucraina sotto il controllo della Russia". "Addirittura la città di Kiev potrebbe finire nel mirino di Putin", è il timore degli esperti secondo il quotidiano tedesco. L'attacco partirebbe tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio se il Cremlino si sentisse sufficientemente forte. Da settimane la Russia sta ammassando decine di migliaia di truppe (si dice fino a 175mila uomini), oltre a carri armati e altro materiale bellico al confine ucraino, come rivelano le foto satellitari. Probabilmente Putin, come nel suo stile, sta verificando fin dove può spingersi il suo avventurismo revanscista. La gestione economica e quella sanitaria hanno alimentato il malcontento interno e quindi il vecchio colonnello del KGB sente un disperato bisogno di risollevare la sua popolarità riattizzando il nazionalismo dei suoi compatrioti.



Gli Usa fino a pochi giorni fa avevano minimizzato la "minaccia di invasione" dalla Russia. "Lo stiamo osservando molto da vicino", aveva affermato in una conferenza stampa martedì scorso il portavoce del Pentagono Kirby, aggiungendo: "Non prevediamo alcun intervento militare degli Stati Uniti in questo conflitto". Come abbiamo descritto in precedenza, le variazioni sul tema "stiamo monitorando la situazione" da parte del Pentagono non suggeriscono che i generali siano davvero convinti che un assalto militare all'Ucraina sia imminente.

Tuttavia gli Usa da tempo riforniscono di armi l'Ucraina, il che ovviamente significa sventolare un drappo rosso di fronte all'autocrate del Cremlino.

Sia come sia, secondo la CNN il presidente Biden, si sta "coordinando" con i suoi alleati in Europa per rendere «molto difficile» alla Russia il proposito di attaccare l'Ucraina. "Sto organizzando quella che ritengo essere la serie di iniziative più completa e significativa per rendere molto, molto difficile a Putin andare avanti e fare ciò che le persone sono preoccupate che faccia", ha dichiarato Biden di fronte ai corrispondenti dalla Casa Bianca.

I toni sono in linea con lo stile Sleepy Joe (in picchiata nei sondaggi), visto che nemmeno con un erculeo sforzo di fantasia si possono interpretare come una dichiarazione di fuoco di fronte alle manovre provocatorie di Putin. Anzi per stemperare la tensione Biden e Putin si sono parlati in video conferenza. Ovviamente non c'è stato alcun progresso nemmeno sul piano formale. Che bastino ad ammansire Putin un po' di chiacchiere vacue profferite da un inquilino della Csa Bianca debole, incapace e screditato lo prevedono in pochi.