La decisone presa dal Consiglio d'Europa di emettere un debito comunitario da 90 miliardi di euro per finanziare lo sforzo bellico in Ucraina, piuttosto che espropriare le riserve della banca centrale russa è stata presa dopo 16 ore di virulente discussioni.
Il presidente del Consiglio d'Europa il portoghese António Costa ha twittato: “Abbiamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto”.
Ma i fondi proverranno dal bilancio generale dell'Unione europea perché alcuni governi nazionali temevano ripercussioni in particolare le conseguenze legali e reputazionali di tale atto. Forse in punta di diritto questa giustificazione avrebbe un senso se la Russia non fosse uno stato canaglia. E le canaglie non possono invocare il diritto internazionale per perpetrare i loro crimini.
Insomma alla fine i beni russi “rimarranno congelati fino a quando la Russia non pagherà un risarcimento all'Ucraina” secondo il cancelliere tedesco Merz. I leader dell'UE hanno anche prorogato tutte le sanzioni contro la Russia per altri sei mesi.
Come giudicare questo esito? Secondo Merz, in questo modo l'UE sta inviando un “segnale chiaro” a Putin. Ma è lecito dubitarne. Se si fossero espropriate le riserve russe Putin avrebbe ricevuto un vero segnale di sfida e l'Ucraina avrebbe a disposizione risorse sifficienti per infliggere altre umiliazioni al regime mafioso.
Invece questo compromesso da smidollati, caldeggiata dai filo-putiniani in seno all'Unione Europea, Meloni in testa, ha dimostrato ancora una volta la vigliaccheria dei leader europei o la loro impotente velleità. Tanto più inquietante e stomachevole in un momento in cui Trump e Vance si dimostrano sempre più spesso e con maggiore convinzione al servizio di Putin. E sul fronte economico la Russia si trova in sempre più acute difficoltà.
Beffardamente, il Cancelliere tedesco Merz ha ringraziato i “sostenitori dell'Ucraina” Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron per aver protetto gli interessi delle loro aziende in Russia e per aver utilizzato il denaro dei contribuenti europei per finanziare l'Ucraina.
A voler essere meno pessimisti possiamo consolarci che il finanziamento per la sopravvivenza dell'Ucraina è assicurato almeno fino alla primavera del 2027. Ma non bastano questi palliativi. Putin non si farà certo intimidire dai laidi minuetti inscenati nei corridoi e nei sottoscala di Bruxelles.
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25 dic 2025
24 dic 2025
Giorgio Provinciali Reporter di Guerra in Diretta dal Fronte Ucraino
Fonti ucraine riportano che «Le riserve umane russe si stanno prosciugando e Mosca può solo sostenere questa guerra ma non espandere le conquiste [...] Se l’Ucraina continuerà a preservare strategicamente la propria resistenza, la Russia arriverà al punto di rottura».
Ma come osserva Giorgio Provinciali in questo video e nei suoi articoli affinché questo esito si realizzi è fondamentale che gli alleati dell’Ucraina si rendano conto che devono smettere di foraggiare la macchina bellica russa più della difesa ucraina con acquisti di idrocarburi e devono fornire armi letali a Kyiv. La superiorità russa risiede ormai quasi esclusivamente in un soverchiante volume di fuoco fatto di missili prodotti con denaro e tecnologie anche occidentali, equipaggiamento e droni forniti dalla Cina o costruiti grazie al suo materiale ‘dual use’ e artiglieria, mezzi e ancora missili nordcoreani.
Finché Mosca produrrà o riceverà più di quanto spara, gli emissari americani – cioè i portavoce di Putin – poseranno sul tavolo di Zelenskyj condizioni di resa irricevibili, sostenendo che quella sia l’unica pace possibile a fronte delle «carte vincenti» russe. Nel suo briefing il capo di stato maggiore ucraino Syrskyj ha però confermato che gli attacchi ucraini nelle retrovie russe hanno causato perdite per 21,5 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno, comprovando l’effi- cacia dell’operazione Deep Strike. Non a caso, da queste parti quegli attacchi vengono definiti «sanzioni che funzionano». La leadership ucraina ha sostenuto l’apertura delle frontiere ai ragazzi d’età compresa fra 18 e 24 anni perché il vero vulnus del proprio esercito non consiste in problemi che hanno anche i russi.
Mosca però spinge affinché l’Occidente veda quello come un problema interno solo all’Ucraina. Una narrazione funzionale alle scelte pilatesche che Washington sta cercando d’imporre ai propri partner. La pace passa dunque inevitabilmente per una stream of consciousnessoccidentale. Per questo il nostro lavoro è oggi più che mai essenziale. Consapevolmente o meno, troppi media continuano a rilanciare a distanza la narrativa russa secondo cui a causa d’una leadership politica e militare corrotta e conflittuale l’Ucraina sarebbe a corto d’uomini e costretta alla resa. Giorgio ha pubblicato negli ultimi due mesi oltre 60 reportage e registrato quasi 50 video dal fronte che dimostrano il contrario.
Il fatto che Zelenskyj stesso abbia sentito il dovere d’indossare il giubbetto antiproiettile e registrare un video, col suo smartphone, evidenzia la gravità della guerra all’informazione. Allo stesso modo, vedere Syrskyj in prima equipaggiato e con nome da battaglia, spiega come la verità sia proprio qui, fra queste prime linee. L’unico fronte su cui la Russia avanza speditamente è quello dell’informazione.
Ma come osserva Giorgio Provinciali in questo video e nei suoi articoli affinché questo esito si realizzi è fondamentale che gli alleati dell’Ucraina si rendano conto che devono smettere di foraggiare la macchina bellica russa più della difesa ucraina con acquisti di idrocarburi e devono fornire armi letali a Kyiv. La superiorità russa risiede ormai quasi esclusivamente in un soverchiante volume di fuoco fatto di missili prodotti con denaro e tecnologie anche occidentali, equipaggiamento e droni forniti dalla Cina o costruiti grazie al suo materiale ‘dual use’ e artiglieria, mezzi e ancora missili nordcoreani.
Finché Mosca produrrà o riceverà più di quanto spara, gli emissari americani – cioè i portavoce di Putin – poseranno sul tavolo di Zelenskyj condizioni di resa irricevibili, sostenendo che quella sia l’unica pace possibile a fronte delle «carte vincenti» russe. Nel suo briefing il capo di stato maggiore ucraino Syrskyj ha però confermato che gli attacchi ucraini nelle retrovie russe hanno causato perdite per 21,5 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno, comprovando l’effi- cacia dell’operazione Deep Strike. Non a caso, da queste parti quegli attacchi vengono definiti «sanzioni che funzionano». La leadership ucraina ha sostenuto l’apertura delle frontiere ai ragazzi d’età compresa fra 18 e 24 anni perché il vero vulnus del proprio esercito non consiste in problemi che hanno anche i russi.
Mosca però spinge affinché l’Occidente veda quello come un problema interno solo all’Ucraina. Una narrazione funzionale alle scelte pilatesche che Washington sta cercando d’imporre ai propri partner. La pace passa dunque inevitabilmente per una stream of consciousnessoccidentale. Per questo il nostro lavoro è oggi più che mai essenziale. Consapevolmente o meno, troppi media continuano a rilanciare a distanza la narrativa russa secondo cui a causa d’una leadership politica e militare corrotta e conflittuale l’Ucraina sarebbe a corto d’uomini e costretta alla resa. Giorgio ha pubblicato negli ultimi due mesi oltre 60 reportage e registrato quasi 50 video dal fronte che dimostrano il contrario.
Il fatto che Zelenskyj stesso abbia sentito il dovere d’indossare il giubbetto antiproiettile e registrare un video, col suo smartphone, evidenzia la gravità della guerra all’informazione. Allo stesso modo, vedere Syrskyj in prima equipaggiato e con nome da battaglia, spiega come la verità sia proprio qui, fra queste prime linee. L’unico fronte su cui la Russia avanza speditamente è quello dell’informazione.
22 dic 2025
Lo Squallido Palio dei Pavidi EU-nuchi
La decisione di finanziare il sostegno economico all'Ucraina attraverso l'emissione di bond garantiti dall'Uunione europea invece che confiscando le riserve della #banca centrale russa rappresenta l'ennesima sconfitta per la Commissione UE presieduta da Ursula von der Leyen.
Personaggio di raro squallore si è rivelato ancora una volta Macron. La posizione ambigua della Francia è stata determinante per negare l'utilizzo delle riserve russe congelate permanentemente in Europa per supportare l’Ucraina. “Macron ha tradito Merz e sa che dovrà pagare un prezzo per questo”, ha affermato un alto diplomatico dell'UE. “Ma è così debole che non ha avuto altra scelta se non quella di schierarsi con Giorgia Meloni”. Uno smacco bruciante, ma anche un grave errore politico: l'appeasement nei confronti della Russia non fa altro che rafforzare i suoi avversari politici a cominciare da Marine Le Pen.
Inoltre Macron si è opposto stolidamente al trattato commerciale con il Mercosur. Non contento, il Presidente francese pare abbia di nuovo espresso la voglia di farsi umiliare in estenuanti conversazioni telefoniche con il criminale di guerra Putin.
L'unico lato positivo di questo indegno spettacolo di viltà, di insipienza e di soggezione verso il regime di Putin è il fatto che comunque i fondi per finanziare la difesa dell'Ucraina sono stati stanziati per almeno un altro anno. Garantendo tale supporto all'Ucraina si spera che l'UE guadagni tempo per elaborare un meccanismo di sostegno condiviso, che renda politicamente, giuridicamente e finanziariamente tollerabile un ulteriore utilizzo dell'ecosistema patrimoniale. Se così fosse l'esproprio degli asset russi non sarebbe fuori discussione, ma solo rinviato.
L'unico lato positivo di questo indegno spettacolo di viltà, di insipienza e di soggezione verso il regime di Putin è il fatto che comunque i fondi per finanziare la difesa dell'Ucraina sono stati stanziati per almeno un altro anno. Garantendo tale supporto all'Ucraina si spera che l'UE guadagni tempo per elaborare un meccanismo di sostegno condiviso, che renda politicamente, giuridicamente e finanziariamente tollerabile un ulteriore utilizzo dell'ecosistema patrimoniale. Se così fosse l'esproprio degli asset russi non sarebbe fuori discussione, ma solo rinviato.
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