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23 ago 2026

L'Attacco all'Europa dell'Autoritarismo Tecnocratico

E' in atto da almeno un decennio una strategia mirata a distruggere l'assetto istituzionale delle società aperte, prima l'America e poi quelle europee, per rimpiazzarlo con una struttura di governo tecno-autoritaria. 

Il fondamento di questo movimento non è un complotto nel senso proprio del termine, ma una "profezia che si autoavvera" basata su testi e visioni filosofiche ben precise che partono dalla pubblicazione de "L'Individuo Sovrano", [The Sovereign Individual (1997) di Davidson e Rees-Mogg] considerato la "Bibbia" della casta tecnocratica (con una prefazione di Peter Thiel). 

Sono tre le diretttrici di attacco su cui si muovono le milizie dei miliardari di Silicon Valley

* Il crollo dello Stato sociale e delle nazioni tradizionali. 
* L'ascesa delle criptovalute e delle comunicazioni digitali come strumenti di liberazione dell'individuo dalle leggi statali. 
* La creazione di stati corporativi controllati da un'élite intellettuale e tecnologica. 

Le Analogie col Superuomo di Nietzsche

Le radici filosofiche affondano nel pensiero di Friedrich Nietzsche, in particolare nel concetto di "superuomo" che supera i valori morali convenzionali per imporre i propri. Si riscontrano inoltre influenze dell'accelerazionismo, del futurismo di Marinetti e di modelli autocratici efficientisti come Singapore o Dubai.

Esiste un'aspirazione a società governate da IA che massimizzano l'efficienza a scapito della libertà civile. Questa visione venne concepita nel film Rollerball (1975) come rappresentazione di una società corporativa governata da un'IA centrale in cui il benessere è garantito in cambio della rinuncia al dissenso.  

La rivalità con la Cina e la paura esistenziale degli Stati Uniti

Per alcuni la giustificazione addotta per scardinare ilmodello liberale è l'inefficienza dello Stato di diritto che rallenta il progresso tecnologico, specialmente rispetto alla Cina. I tecnocrati sostengono che per sopravvivere alla guerra tecnologica sia necessario "diventare come la Cina", eliminando le regolamentazioni che limitano l'IA e la nanotecnologia.

Insomma l'ascesa del tecno-autoritarismo sarebbe l'antidoto alla profonda "malattia" delle democrazie occidentali in cui la separazione dei poteri e in particolare l'influenza del sistema giudiziario, teoricamente presidio della libertà individuale, viene percepito come lento, inefficiente e talvolta "armato" (weaponized) per colpire avversari politici.




Figure come Donald Trump o Orban utilizzano la velocità della comunicazione via social e l'immediatezza dei decreti per scavalcare la lentezza dei processi democratici. Anche se molti annunci non si traducono in realtà, l'impressione di efficacia immediata bombarda la popolazione, creando un consenso basato sulla narrazione piuttosto che sui fatti. 

Il Rischio del "Nuovo Medioevo"

La decostruzione dello Stato nazione a favore di enclavi corporative prefigura un ritorno al feudalesimo (Vassalli, Valvassini e Valvassori), dove la legge del più forte sostituisce le garanzie costituzionali. 
Il confronto attuale tra Europa e Stati Uniti non è solo economico o militare, ma è una battaglia ideologica sul futuro dell'umanità. 

Da un lato, il modello europeo cerca di preservare la dignità umana e l'etica attraverso regole che, pur rallentando il progresso, mirano a una democrazia resiliente. Dall'altro, il progetto tecno-autoritario persegue una velocità assoluta che rischia di portare a un'automazione integrale della società e a una potenziale escalation nucleare gestita da algoritmi. 

La scelta tra queste due visioni determinerà se il futuro sarà caratterizzato da uno stato di diritto riformato o da un tecno-autoritarismo globale.

https://youtu.be/qUQCpIR_gjM



5 gen 2024

Lo sdegno contro il wokismo delle Università USA

Come è noto l'audizione al Congresso delle presidenti (tutte donne) di tre prestigiose Università americane, Harvard, MIT e University of Pennsylvania, incalzate dalla deputata repubblicana Elise Stefanik, ha scatenato un moto di indignazione in America e ha messo stimolato uno scrutinio pervasivo della degenerazione diffusasi nei campus americani. Il rifiuto di tutte e tre le Presidentesse di condannare le manifestazioni dominate da un antisemitismo nemmeno troppo latente, con il pretesto della libertà di parola ha messo a nudo l'involuzione in atto nell'Accademia americana dove dominano il wokismo e la cancel culture.



Finalmente i donatori si sono svegliati e hanno cancellato donazioni per cifre astronomiche. La migliore strategia per contrastare questa involuzione consiste nel colpire le istituzione dove fa più male: nel conto in banca. UPenn ha ceduto e ha licenziato sia la Presidentessa che altri personaggi coinvolti nella gestione. Harvard invece ha inizialmente confermato la fiducia alla Gay (per timore di essere tacciata di razzismo) e l'MIT si è trincerato dietro un silenzio inquietante e vigliacco. Ma lo scandalo non si è placato e la Gay è stata costretta a dimettersi anche in seguito ad accuse ben documentate di plagio e di inadeguatezza accademica. Rimane attaccata alla poltrona la presidente dell'MIT che è ebrea e quindi meno vulnerabile alle accuse di antisemitismo, ma ugualemnte responsabile del clima di intolleranza e di aggressione contro chi non si piega allo squadrismo woke.

Tuttaviale dimissioni dei vertici sono solo un piccolo passo verso il ripristino di un clima aperto alla discussione, privo di manie censorie e di libertà nell'accademia americana. E lo stesso processo dovrebbe estendersi anche all'Europa e soprattutto all'Italia dove le Università rimangono uno strumento di indottrinamento e di propaganda gestito da fanatici.


2 apr 2021

Byoblu (per fortuna) non c'e' piu'





La cancellazione del canale YouTube del sito dedito alla diffusione di fake news è una meritoria opera di disinfezione dello spazio pubblico e di difesa dalle intrusioni della masnada complottista . Da anni i social hanno assunto la funzione di un letamaio da cui si genera il concime con cui di nutre l'odio, la diffamazione, il terrorismo, le minacce e una sfilza di reati e intimidazioni nella sfera pubblica.

Chi invoca la libertà di parola e di opinione ha scarsa dimestichezza sia con il mondo reale sia con i principi liberali a cui crede (stolidamente) di ispirarsi. Karl Popper ne "La Società Aperta e i suoi nemici" affermò senza mezzi termini che in una democrazia, coloro che violano la legge e specialmente a coloro che incitano gli altri al rovesciamento della democrazia, vanno isolati e repressi senza tentennamenti. La protezione delle minoranze non deve estendersi a coloro che sfruttano l'alveo delle libertà per sopprimerla.



Il grande filosofo austriaco quando scrisse quell'opera fondamentale (si può scaricare qui) aveva in mente i totalitarismi di stampo nazista e comunista. Ma i totalitarismi non rinascono sempre nelle stesse forme. Il Messora capo di Byoblu era uno dei caporioni del Movimento 5 Stelle, una setta creata con il preciso obiettivo di sovvertire la democrazia e instaurare un regime di tipo messianico fideistico.

La messa al bando di organizzazioni che, finanziate da fonti opache, sfruttano le menti labili è un imperativo ineludibile se non vogliamo ritrovarci in un regime instaurato da disturbati mentali. Per questo non si deve lasciare alla discrezione dei social network la repressione delle canaglie, ma occorrono leggi che infliggano sanzioni severe sia pecuniarie che detentive a chi sfrutta per fini eversivi la credulità dei boccaloni.