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24 gen 2026

Il Referendum sulla Giustizia è solo il primo passo per rendere l'Italia un paese civile

La riforma costituzionale approntata del Ministro Carlo Nordio sulla separazione delle carriere dei magistrati tra requirenti e giudicanti prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio superiore della Magistratura (CSM) e la creazione di un'Alta Corte Disciplinare che sostituisce la sezione disciplinare del CSM che praticamente è una barzelletta, nel migliore dei casi, mentre nel peggiore serve ad insabbiare o coprire le responsabilità gravissime di certi togati.



Cambieranno radicalmente le modalità di composizione dei due Consigli superiori. I membri “laici”, infatti, saranno sorteggiati da un elenco di professori ordinari in materie giuridiche e avvocati con oltre 15 anni di esercizio della professione eletti dal Parlamento in seduta comune; i “togati”, invece, saranno designati per sorteggio tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti secondo quanto stabilirà una legge ordinaria.

Ovviamente non si tratta di una panacea dei mali della Giustizia Italiana. E'meramente un primo passo per depotenziare lo strapotere di certi magistrati (in combutta col giornalismo militante) che agiscono, consciamente o meno, da sicari di parte e che quanto ad efficienza sono un disastro senza pari nel mondo civile. Troppo spesso le decisioni di una parte ben precisa della magistratura risponde a criteri ideologici malamente coperti dalla foglia di fico dell'indipendenza.

Il militante in toga sfrutta l'ambiguità dei testi che compongono gli articoli delle leggi italiane, e quindi forniscono un grimaldello politico all'invasato convinto di dover rimediare alle storture della società e dunque perseguire obiettivi politici.In sostanza le leggi italiane sono scritte in modo talmente cialtronesco e vago, da permettere un'ampia discrezionalità ai giudici per cenfezionare o inventare interpretazioni speciose.



Luca Palamara, ex presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), pizzicato da un trojan a influenzare le nomine delle posizioni apicali alla Procura di Roma, ha spiegato con dovizia di particolari come funzionava e tuttora funziona il sistema marcio. Ma nonostante lo scandalo suscitato, dopo pochi giorni è calata l'indifferenza verso le degenerazioni ampiamente documentate, e lo scandalo è stato insabbiato. Il referendum inoltre dovrebbe costituire il primo passo verso l'introduzione della responsabilità civile dei giudici, che al momento è solo una tragica beffa per i cittadini onesti. Nordio su questa materia su cui gli italiani avevano già decisio con un referendum, doveva essere più incisivo e meno codardo.

25 dic 2025

La Retromarcia sull'Esproprio degli Asset Russi

La decisone presa dal Consiglio d'Europa di emettere un debito comunitario da 90 miliardi di euro per finanziare lo sforzo bellico in Ucraina, piuttosto che espropriare le riserve della banca centrale russa è stata presa dopo 16 ore di virulente discussioni. Il presidente del Consiglio d'Europa il portoghese António Costa ha twittato: “Abbiamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto”.

Ma i fondi proverranno dal bilancio generale dell'Unione europea perché alcuni governi nazionali temevano ripercussioni in particolare le conseguenze legali e reputazionali di tale atto. Forse in punta di diritto questa giustificazione avrebbe un senso se la Russia non fosse uno stato canaglia. E le canaglie non possono invocare il diritto internazionale per perpetrare i loro crimini.

Insomma alla fine i beni russi “rimarranno congelati fino a quando la Russia non pagherà un risarcimento all'Ucraina” secondo il cancelliere tedesco Merz. I leader dell'UE hanno anche prorogato tutte le sanzioni contro la Russia per altri sei mesi. Come giudicare questo esito? Secondo Merz, in questo modo l'UE sta inviando un “segnale chiaro” a Putin. Ma è lecito dubitarne. Se si fossero espropriate le riserve russe Putin avrebbe ricevuto un vero segnale di sfida e l'Ucraina avrebbe a disposizione risorse sifficienti per infliggere altre umiliazioni al regime mafioso.



Invece questo compromesso da smidollati, caldeggiata dai filo-putiniani in seno all'Unione Europea, Meloni in testa, ha dimostrato ancora una volta la vigliaccheria dei leader europei o la loro impotente velleità. Tanto più inquietante e stomachevole in un momento in cui Trump e Vance si dimostrano sempre più spesso e con maggiore convinzione al servizio di Putin. E sul fronte economico la Russia si trova in sempre più acute difficoltà. Beffardamente, il Cancelliere tedesco Merz ha ringraziato i “sostenitori dell'Ucraina” Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron per aver protetto gli interessi delle loro aziende in Russia e per aver utilizzato il denaro dei contribuenti europei per finanziare l'Ucraina.

A voler essere meno pessimisti possiamo consolarci che il finanziamento per la sopravvivenza dell'Ucraina è assicurato almeno fino alla primavera del 2027. Ma non bastano questi palliativi. Putin non si farà certo intimidire dai laidi minuetti inscenati nei corridoi e nei sottoscala di Bruxelles.


24 dic 2025

Giorgio Provinciali Reporter di Guerra in Diretta dal Fronte Ucraino

Fonti ucraine riportano che «Le riserve umane russe si stanno prosciugando e Mosca può solo sostenere questa guerra ma non espandere le conquiste [...] Se l’Ucraina continuerà a preservare strategicamente la propria resistenza, la Russia arriverà al punto di rottura».

Ma come osserva Giorgio Provinciali in questo video e nei suoi articoli affinché questo esito si realizzi è fondamentale che gli alleati dell’Ucraina si rendano conto che devono smettere di foraggiare la macchina bellica russa più della difesa ucraina con acquisti di idrocarburi e devono fornire armi letali a Kyiv. La superiorità russa risiede ormai quasi esclusivamente in un soverchiante volume di fuoco fatto di missili prodotti con denaro e tecnologie anche occidentali, equipaggiamento e droni forniti dalla Cina o costruiti grazie al suo materiale ‘dual use’ e artiglieria, mezzi e ancora missili nordcoreani.



Finché Mosca produrrà o riceverà più di quanto spara, gli emissari americani – cioè i portavoce di Putin – poseranno sul tavolo di Zelenskyj condizioni di resa irricevibili, sostenendo che quella sia l’unica pace possibile a fronte delle «carte vincenti» russe. Nel suo briefing il capo di stato maggiore ucraino Syrskyj ha però confermato che gli attacchi ucraini nelle retrovie russe hanno causato perdite per 21,5 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno, comprovando l’effi- cacia dell’operazione Deep Strike. Non a caso, da queste parti quegli attacchi vengono definiti «sanzioni che funzionano». La leadership ucraina ha sostenuto l’apertura delle frontiere ai ragazzi d’età compresa fra 18 e 24 anni perché il vero vulnus del proprio esercito non consiste in problemi che hanno anche i russi.

Mosca però spinge affinché l’Occidente veda quello come un problema interno solo all’Ucraina. Una narrazione funzionale alle scelte pilatesche che Washington sta cercando d’imporre ai propri partner. La pace passa dunque inevitabilmente per una stream of consciousnessoccidentale. Per questo il nostro lavoro è oggi più che mai essenziale. Consapevolmente o meno, troppi media continuano a rilanciare a distanza la narrativa russa secondo cui a causa d’una leadership politica e militare corrotta e conflittuale l’Ucraina sarebbe a corto d’uomini e costretta alla resa. Giorgio ha pubblicato negli ultimi due mesi oltre 60 reportage e registrato quasi 50 video dal fronte che dimostrano il contrario.

Il fatto che Zelenskyj stesso abbia sentito il dovere d’indossare il giubbetto antiproiettile e registrare un video, col suo smartphone, evidenzia la gravità della guerra all’informazione. Allo stesso modo, vedere Syrskyj in prima equipaggiato e con nome da battaglia, spiega come la verità sia proprio qui, fra queste prime linee. L’unico fronte su cui la Russia avanza speditamente è quello dell’informazione.

22 dic 2025

Lo Squallido Palio dei Pavidi EU-nuchi


La decisione di finanziare il sostegno economico all'Ucraina attraverso l'emissione di bond garantiti dall'Uunione europea invece che confiscando le riserve della #banca centrale russa rappresenta l'ennesima sconfitta per la Commissione UE presieduta da Ursula von der Leyen.


La cocca della Merkel si rivela sempre più manifestamente inadeguata al ruolo e non riesce a comprendere che un sussulto di dignità dovrebbe imporle di dimettersi. E' una vergogna assoluta invocare il diritto internazionale per rifiutarsi di colpire come merita un regime criminale che ha aggredito vigliaccamente un paese sovrano al di fuori di qualsiasi legalità internazionale. Chiunque abbia addotto questa ignobile giustificazione dovrebbe essere additato al ludibrio pubblico.



Personaggio di raro squallore si è rivelato ancora una volta Macron. La posizione ambigua della Francia è stata determinante per negare l'utilizzo delle riserve russe congelate permanentemente in Europa per supportare l’Ucraina. “Macron ha tradito Merz e sa che dovrà pagare un prezzo per questo”, ha affermato un alto diplomatico dell'UE. “Ma è così debole che non ha avuto altra scelta se non quella di schierarsi con Giorgia Meloni”. Uno smacco bruciante, ma anche un grave errore politico: l'appeasement nei confronti della Russia non fa altro che rafforzare i suoi avversari politici a cominciare da Marine Le Pen.

Inoltre Macron si è opposto stolidamente al trattato commerciale con il Mercosur. Non contento, il Presidente francese pare abbia di nuovo espresso la voglia di farsi umiliare in estenuanti conversazioni telefoniche con il criminale di guerra Putin.

L'unico lato positivo di questo indegno spettacolo di viltà, di insipienza e di soggezione verso il regime di Putin è il fatto che comunque i fondi per finanziare la difesa dell'Ucraina sono stati stanziati per almeno un altro anno. Garantendo tale supporto all'Ucraina si spera che l'UE guadagni tempo per elaborare un meccanismo di sostegno condiviso, che renda politicamente, giuridicamente e finanziariamente tollerabile un ulteriore utilizzo dell'ecosistema patrimoniale. Se così fosse l'esproprio degli asset russi non sarebbe fuori discussione, ma solo rinviato.
 

17 ago 2025

ChatGPT5: A Qualcuno Non Piace Freddo

Molte persone nell-interazione con ChatGPT-4 hanno preso ad usare il chatbot come una sorta di confidente o di amico, insoma una presenza con cui condividere emozioni, preoccupazioni, paure. Le risposte del sistema di intelligenza artificiale esprimevano un calore "umano" rassicurante. Mentre ChatGPT-5, secondo milioni di utenti, viene considerato "freddo", meno empatico.

L'inanimato come surrogato umano

Evidentemente l'uso dell'intelligenza artificiale come amico virtuale, rischia di amplificare lo stress nei giovani o negli individui soli o fragili. Con i socila media si sono manifestati fenomeni analoghi ad esempio l'anoressia tra le giovanissime bombardate da messaggi ossessivi sull'aspetto fisico.

Ma l'interazione umana con intelligenze artificiali, appare più come una sorta di analogo cibernetico delle bambole gonfiabili, un surrogato dei rapporti umani, che mette a nudo traiettorie ellittiche della natura umana, particolarmente riguardo alla percezione dell'inanimato.

Questo tipo di fenomeni era stato preconizzato da Hollywood (e dalla letteratura) con film tipo AI e Simone. Ad ogni modo l'amministratore delegato di ChatGPT, Sam Altman, a furor di popolo si è visto costretto a ridare accesso alla versione precedente. 

Si è trattato di una scelta dolorosa per questioni di sostenibilità economica. Tenere in vita il vecchio modello comporta costi significativi in termini di potenza di calcolo e manutenzione, e ciò rappresenta un mal di testa strategico per OpenAI.



Ad ogni modo ChatGPT5, anche se non ha rappresentato quel salto quantico che alcuni preconizzavano, ha ottenuto un sostanziale miglioramento delle prestazioni. Per cui siamo lontani dal Sacro Graal dell'intelligenza artificiale generale (AGI), ma il livello attuale di intelligenza è qualcosa di impensabile solo 5-10 anni fa.

Mentre l'automazione si espande, il controllo umano per gestire le funzioni di alto livello e prevenire errori impropri diventerà uno skill essenziale per i professionisti del futuro. Le aziende saranno composte da persone in grado di pensare i processi e sfruttare l'AI in modo efficace.
 

14 ago 2025

Gli Effetti dei Dazi nel Breve e nel Lungo Periodo

Mentre l'attenzione è catalizzati dal lavorìo diplomatico per arrivare a una qualche forma di cessazione delle ostilità in Ucraina, il dossier dazi rimane aperto. Un accordo doveva essere raggiunto entro il 7 agosto, ma per il momento non si vede alcuna luce alla fine del tunnel e tutto rimane avvolto in una fitta coltre di incertezza. 

Le previsioni e le simulazioni effettuate con i modelli econometrici indicano una discrasia tra l'impatto reale dei dazi e quello paventato. I dazi colpiscono principalmente gli importatori piuttosto che gli esportatori e gli effetti maggiori sono per lo più circoscritti a prodotti a basso costo e settori specifici come l'agricoltura o l'automotive.

I dazi sui prodotti manufatturieri ridurrano la crescita italiana del 0,2-0,3%, in quanto le esportazioni dell'Italia verso gli Stati Uniti, rappresentano circa il 2-3% del PIL. Ad esempio i dazi americani del 10-20% sui medicinale non infliggono danni gravi all'industria farmaceutica, poiché i prodotti da banco rimangono comunque competitivi secondo Farmindustria.



Allargando lo sguardo,il resto del mondo esporta solo il 4% del PIL verso gli USA. Inoltre l'industria in senso stretto contribuisce al 10-12% del PIL negli Stati Uniti. Per l'Europa tale percentuale è più alta e per la Germania arriva al 20%. L'agricoltura ha un peso ancora più ridotto. La diminuzione della PIL in America dovrebbe essere limitata allo 0,2-0,3% annuale con un aumento dell'inflazione di 0,5-1%.

Insomma gli effetti sarebbero analoghi ad un aumento delle tasse indirette, ad esempio l'IVA, per coprire un buco di bilancio. Recessivi, inflattivi ma non disastrosi.

Tuttavia al di là degli effetti di breve periodo bisogna tener conto dei possibili effetti di lungo periodo. Questi includono le riconfigurazione delle catene del valore che si adatterebbero alle nuove condizioni. Inoltre prevarrebbe per tutta la durata del mandato, l'incertezza a cui ci ha abituati Trump che scoraggia nuovi investimenti di lungo periodo a rischio di essere vanificati da qualche nuova mattana del Presidente. Infine gli Usa potrebbero diventare un partner commerciale tossico di cui nessuno si fida e quindi si produrrebbe una persistente e perniciosa crisi di rigetto verso la maggiore economia mondiale, che ne indebolirebbe la struttura e l'influenza globale.