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24 dic 2025

Giorgio Provinciali Reporter di Guerra in Diretta dal Fronte Ucraino

Fonti ucraine riportano che «Le riserve umane russe si stanno prosciugando e Mosca può solo sostenere questa guerra ma non espandere le conquiste [...] Se l’Ucraina continuerà a preservare strategicamente la propria resistenza, la Russia arriverà al punto di rottura».

Ma come osserva Giorgio Provinciali in questo video e nei suoi articoli affinché questo esito si realizzi è fondamentale che gli alleati dell’Ucraina si rendano conto che devono smettere di foraggiare la macchina bellica russa più della difesa ucraina con acquisti di idrocarburi e devono fornire armi letali a Kyiv. La superiorità russa risiede ormai quasi esclusivamente in un soverchiante volume di fuoco fatto di missili prodotti con denaro e tecnologie anche occidentali, equipaggiamento e droni forniti dalla Cina o costruiti grazie al suo materiale ‘dual use’ e artiglieria, mezzi e ancora missili nordcoreani.



Finché Mosca produrrà o riceverà più di quanto spara, gli emissari americani – cioè i portavoce di Putin – poseranno sul tavolo di Zelenskyj condizioni di resa irricevibili, sostenendo che quella sia l’unica pace possibile a fronte delle «carte vincenti» russe. Nel suo briefing il capo di stato maggiore ucraino Syrskyj ha però confermato che gli attacchi ucraini nelle retrovie russe hanno causato perdite per 21,5 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno, comprovando l’effi- cacia dell’operazione Deep Strike. Non a caso, da queste parti quegli attacchi vengono definiti «sanzioni che funzionano». La leadership ucraina ha sostenuto l’apertura delle frontiere ai ragazzi d’età compresa fra 18 e 24 anni perché il vero vulnus del proprio esercito non consiste in problemi che hanno anche i russi.

Mosca però spinge affinché l’Occidente veda quello come un problema interno solo all’Ucraina. Una narrazione funzionale alle scelte pilatesche che Washington sta cercando d’imporre ai propri partner. La pace passa dunque inevitabilmente per una stream of consciousnessoccidentale. Per questo il nostro lavoro è oggi più che mai essenziale. Consapevolmente o meno, troppi media continuano a rilanciare a distanza la narrativa russa secondo cui a causa d’una leadership politica e militare corrotta e conflittuale l’Ucraina sarebbe a corto d’uomini e costretta alla resa. Giorgio ha pubblicato negli ultimi due mesi oltre 60 reportage e registrato quasi 50 video dal fronte che dimostrano il contrario.

Il fatto che Zelenskyj stesso abbia sentito il dovere d’indossare il giubbetto antiproiettile e registrare un video, col suo smartphone, evidenzia la gravità della guerra all’informazione. Allo stesso modo, vedere Syrskyj in prima equipaggiato e con nome da battaglia, spiega come la verità sia proprio qui, fra queste prime linee. L’unico fronte su cui la Russia avanza speditamente è quello dell’informazione.

22 dic 2025

Lo Squallido Palio dei Pavidi EU-nuchi


La decisione di finanziare il sostegno economico all'Ucraina attraverso l'emissione di bond garantiti dall'Uunione europea invece che confiscando le riserve della #banca centrale russa rappresenta l'ennesima sconfitta per la Commissione UE presieduta da Ursula von der Leyen.


La cocca della Merkel si rivela sempre più manifestamente inadeguata al ruolo e non riesce a comprendere che un sussulto di dignità dovrebbe imporle di dimettersi. E' una vergogna assoluta invocare il diritto internazionale per rifiutarsi di colpire come merita un regime criminale che ha aggredito vigliaccamente un paese sovrano al di fuori di qualsiasi legalità internazionale. Chiunque abbia addotto questa ignobile giustificazione dovrebbe essere additato al ludibrio pubblico.



Personaggio di raro squallore si è rivelato ancora una volta Macron. La posizione ambigua della Francia è stata determinante per negare l'utilizzo delle riserve russe congelate permanentemente in Europa per supportare l’Ucraina. “Macron ha tradito Merz e sa che dovrà pagare un prezzo per questo”, ha affermato un alto diplomatico dell'UE. “Ma è così debole che non ha avuto altra scelta se non quella di schierarsi con Giorgia Meloni”. Uno smacco bruciante, ma anche un grave errore politico: l'appeasement nei confronti della Russia non fa altro che rafforzare i suoi avversari politici a cominciare da Marine Le Pen.

Inoltre Macron si è opposto stolidamente al trattato commerciale con il Mercosur. Non contento, il Presidente francese pare abbia di nuovo espresso la voglia di farsi umiliare in estenuanti conversazioni telefoniche con il criminale di guerra Putin.

L'unico lato positivo di questo indegno spettacolo di viltà, di insipienza e di soggezione verso il regime di Putin è il fatto che comunque i fondi per finanziare la difesa dell'Ucraina sono stati stanziati per almeno un altro anno. Garantendo tale supporto all'Ucraina si spera che l'UE guadagni tempo per elaborare un meccanismo di sostegno condiviso, che renda politicamente, giuridicamente e finanziariamente tollerabile un ulteriore utilizzo dell'ecosistema patrimoniale. Se così fosse l'esproprio degli asset russi non sarebbe fuori discussione, ma solo rinviato.
 

17 ago 2025

ChatGPT5: A Qualcuno Non Piace Freddo

Molte persone nell-interazione con ChatGPT-4 hanno preso ad usare il chatbot come una sorta di confidente o di amico, insoma una presenza con cui condividere emozioni, preoccupazioni, paure. Le risposte del sistema di intelligenza artificiale esprimevano un calore "umano" rassicurante. Mentre ChatGPT-5, secondo milioni di utenti, viene considerato "freddo", meno empatico.

L'inanimato come surrogato umano

Evidentemente l'uso dell'intelligenza artificiale come amico virtuale, rischia di amplificare lo stress nei giovani o negli individui soli o fragili. Con i socila media si sono manifestati fenomeni analoghi ad esempio l'anoressia tra le giovanissime bombardate da messaggi ossessivi sull'aspetto fisico.

Ma l'interazione umana con intelligenze artificiali, appare più come una sorta di analogo cibernetico delle bambole gonfiabili, un surrogato dei rapporti umani, che mette a nudo traiettorie ellittiche della natura umana, particolarmente riguardo alla percezione dell'inanimato.

Questo tipo di fenomeni era stato preconizzato da Hollywood (e dalla letteratura) con film tipo AI e Simone. Ad ogni modo l'amministratore delegato di ChatGPT, Sam Altman, a furor di popolo si è visto costretto a ridare accesso alla versione precedente. 

Si è trattato di una scelta dolorosa per questioni di sostenibilità economica. Tenere in vita il vecchio modello comporta costi significativi in termini di potenza di calcolo e manutenzione, e ciò rappresenta un mal di testa strategico per OpenAI.



Ad ogni modo ChatGPT5, anche se non ha rappresentato quel salto quantico che alcuni preconizzavano, ha ottenuto un sostanziale miglioramento delle prestazioni. Per cui siamo lontani dal Sacro Graal dell'intelligenza artificiale generale (AGI), ma il livello attuale di intelligenza è qualcosa di impensabile solo 5-10 anni fa.

Mentre l'automazione si espande, il controllo umano per gestire le funzioni di alto livello e prevenire errori impropri diventerà uno skill essenziale per i professionisti del futuro. Le aziende saranno composte da persone in grado di pensare i processi e sfruttare l'AI in modo efficace.
 

14 ago 2025

Gli Effetti dei Dazi nel Breve e nel Lungo Periodo

Mentre l'attenzione è catalizzati dal lavorìo diplomatico per arrivare a una qualche forma di cessazione delle ostilità in Ucraina, il dossier dazi rimane aperto. Un accordo doveva essere raggiunto entro il 7 agosto, ma per il momento non si vede alcuna luce alla fine del tunnel e tutto rimane avvolto in una fitta coltre di incertezza. 

Le previsioni e le simulazioni effettuate con i modelli econometrici indicano una discrasia tra l'impatto reale dei dazi e quello paventato. I dazi colpiscono principalmente gli importatori piuttosto che gli esportatori e gli effetti maggiori sono per lo più circoscritti a prodotti a basso costo e settori specifici come l'agricoltura o l'automotive.

I dazi sui prodotti manufatturieri ridurrano la crescita italiana del 0,2-0,3%, in quanto le esportazioni dell'Italia verso gli Stati Uniti, rappresentano circa il 2-3% del PIL. Ad esempio i dazi americani del 10-20% sui medicinale non infliggono danni gravi all'industria farmaceutica, poiché i prodotti da banco rimangono comunque competitivi secondo Farmindustria.



Allargando lo sguardo,il resto del mondo esporta solo il 4% del PIL verso gli USA. Inoltre l'industria in senso stretto contribuisce al 10-12% del PIL negli Stati Uniti. Per l'Europa tale percentuale è più alta e per la Germania arriva al 20%. L'agricoltura ha un peso ancora più ridotto. La diminuzione della PIL in America dovrebbe essere limitata allo 0,2-0,3% annuale con un aumento dell'inflazione di 0,5-1%.

Insomma gli effetti sarebbero analoghi ad un aumento delle tasse indirette, ad esempio l'IVA, per coprire un buco di bilancio. Recessivi, inflattivi ma non disastrosi.

Tuttavia al di là degli effetti di breve periodo bisogna tener conto dei possibili effetti di lungo periodo. Questi includono le riconfigurazione delle catene del valore che si adatterebbero alle nuove condizioni. Inoltre prevarrebbe per tutta la durata del mandato, l'incertezza a cui ci ha abituati Trump che scoraggia nuovi investimenti di lungo periodo a rischio di essere vanificati da qualche nuova mattana del Presidente. Infine gli Usa potrebbero diventare un partner commerciale tossico di cui nessuno si fida e quindi si produrrebbe una persistente e perniciosa crisi di rigetto verso la maggiore economia mondiale, che ne indebolirebbe la struttura e l'influenza globale.


1 ago 2025

L'Accordo Commerciale di Schrödinger

Tra Trump e von der Leyen esiste un palese disaccordo sui termini del trattato commerciale negoziato in Scozia. I comunicati diffusi dalla Casa Bianca e dalla Commissione Europea infatti contenevano clausole difformi. E infatti oggi questa disomogeneità di vedute è deflagrata in modo plateale. Trump è andato di nuovo su tutte le furie e come al solito ha reagito in modo psicotico aumentando i dazi su quasi tutti i partner commerciali degli USA, ma ha posticipato l'entrata in vigore al 7 agosto. Apparentemente, per quel che si può ricavare dalle contrapposte interpretazioni l'accordo prevede una tariffa base del 15% su un'ampia gamma di esportazioni europee verso gli Stati Uniti, con alcune eccezioni settoriali:

Acciaio e alluminio: dazio del 50%
Macchinari: tariffe zero o molto ridotte
Farmaceutico: da decidere in seguito, Trump vuole ridurre i prezzi americani
Semiconduttori: termini ancora ambigui
In cambio, l'Europa dovrebbe:

Investire 600 miliardi di dollari negli USA (in fabbriche? in T-bill, in azioni? Boh, non è dato sapere)
Acquistare 750 miliardi di dollari in materie prime energetiche ed armi in 5 (?) anni



Probabilmente gran parte di quanto stabilito in Scozia, dovrà essere rinegoziato da capo, messo nero su bianco in un testo sottoscritto dalle autorità dei due contraenti e poi tradotto in un testo di legge o un decreto (ammesso che i Tribunali USA stabiliscano che Trump ha l'autorità per emettere decreti in materia di commercio internazionale). Per l'UE questo implica un processo di ratifica la cui durata non è possibile prevedere.

Alcuni esperti come Michele Boldrin hanno giudicato la bozza di accrodo una "sconfitta europea", per l'arrendevolezza dimostrata dalla von der Leyen e l'ignavia dei governi europei. Altri, ad esempio Tommaso Monacelli, sostengono che non sia una vittoria di Trump, poiché i dazi ricadranno sui consumatori americani creando effetti inflazionistici e depressivi.

La verità è che nessuno ha idea di quali saranno le ripercussioni sull'economia mondiale, perché le variabili in gioco sono talmente tante e complesse che gli effetti dell'accordo quale che esso sia e ammesso che venga ratificato, si dipaneranno per anni. Un vantaggio potenziale per l'Europa emerge dai dazi differenziati: 15% sulle importazioni europee vs 55% su quelle cinesi, creando un vantaggio competitivo rispetto alla Cina, specialmente nel settore dei macchinari dove Italia e Germania sono leader mondiali.

Tuttavia mancano i dettagli sui dazi o sulle quote nei settori automobilistico, alimentare e farmaceutico, così come sul significato della locuzione «apertura dei mercati europei» a cui hanno fatto riferimento sia Trump che von der Leyen.

Insomma, se vogliamo prendere tutta questa vicenda con filosofia e nell'ottica più ampia del quadro geopolitico, Stati Uniti ed Europa in Scozia hanno disinnescato l'innesco di una guerra commerciale che avrebbe demolito i rapporti economici cruciali per l’economia occidentale, ma la saga è ben lontana dall’epilogo.

I governi europei ingoiano il rospo perché l’Europa non può fare a meno degli Usa per la difesa dell’Ucraina contro la Russia. Quindi al di là dell'indignazione per il trattamento ricevuto, le cancellerie del Vecchio Continente si sentono in dovere di fingere che la Nato esista ancora e preservare un simulacro di rapporti transatlantici in attesa che passi la nottata MAGA.

La mediocre strategia degli struzzi vigliacchi europei è fin troppo palese: limitare i danni quanto più possibile e attendere sulle rive dell'Atlantico che passi il cadavere politico di Trump (fra tre anni o dopo le elezioni di midterm nel 2026) e le spoglie del protezionismo becero che lui incarna.

16 lug 2025

Gli Scherani dello Stato Ladro

Solo gli imbecilli aizzati dai demagoghi si stracciano le vesti appena si parla di austerità, gridando alla macelleria sociale e allo scempio dei diritti acquisiti. Al contrario delle bojate divulgate dagli scherani dello stato ladro, la bomba che deflagrando distrugge la convivenza civile e cancella il benessere è proprio la bancarotta sovrana.



Il debito pubblico non è altro che la somma di tasse future. Chi si illude che il debito verrà riassorbito dalla crescita ricorda il Barone di Munchausen che voleva librarsi nell'ara tirandosi per i capelli. Ma il Barone era un personaggio da favola, l'illuso è un personaggio da farsa.