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25 mar 2021

Il Travet nel Cyberspazio





Da sempre la Pubblica Amministrazione italiana e' una zavorra insostenibile per il paese: farraginosa, disorganizzata, autoreferenziale, inefficiente. E' l'unico settore dove la produttivita' da anni e' addirittura negativa. Il Recovery Plan potrebbe costituire la miccia per far deflagrare una rivoluzione epocale, ma a giudicare dalle avvisaglie dell'accordo Brunetta-Sindacati sul pubblico impiego nemmeno i soldi dell'UE costituiscono un incentivo per intaccare le resistenze corporative.



Invece nei talk show per telelobotomizzati la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ha assunto lo stesso ruolo della lotta all'evasione: la panacea di tutti i problemi, l'illusione delle anime belle, il nirvana dello stato efficiente. Come dovrebbe essere la PA nel XXI secolo? Innanzitutto si devono vietare le carte, le stampanti, i fax e le fotocopiatrici. Poi bisognerebbe chiudere gli edifici pubblici e sostituirli con un portale on line. Il punto di arrivo ideale sarebbe l'eliminazione quasi completa degli umani nelle funzioni amministrative, sostituite da processi automatizzati gestiti dall'intelligenza artificiale. Nel settore privato esistono gia' tutte queste tecnologie modulari da implementare a piacimento, Insomma si assemblano i pezzi che servono come dei mattoni lego: database, storage solution, security, content delivery network, processori scalabili all’infinito (in modo che il sito non risenta del sovraccarico di accessi), e poi facial recognition per l'accesso e la sicurezza, speech-to-text per analizzare il livello di soddisfazione del cliente, gestione degli errori ecc.

23 mar 2021

La rivalità tra Cina e Usa torna in primo piano


Mentre la Cina enfatizza nel nuovo piano quinquennale la costruzione di un'economia interna meno dipendente dalle esportazioni e dalle condizioni economiche globali, la nuova amministrazione americana non intende discostarsi dalla politica aggressiva inaugurata da Trump. Nel summit tra USA e Cina tenutosi il 19 marzo ad Anchorage, capitale dell' Alaska, il nuovo Segretario di Stato Blinken ha esordito criticando pesantemente il suo omologo cinese sulla persecuzione degli Uiguri, sulla repressione ad Hong Kong, e sulle provocazioni contro Taiwan. La reazione cinese è stata altrettanto abrasiva.

Anche sul fronte commerciale Biden (che commentando il vertice si è detto orgoglioso di Blinken) ha confermato l'ostilità alle reti 5G basate sulla tecnologia Huawei. i dazi contro le importazioni cinesi, ma i mercati delle materie prime stanno registrando fortissime tensioni sui prezzi, mentre si registrano inusuali difficoltà sugli approvvigionamenti. Quindi se tali problemi dovessero aggravarsi un compromesso sarebbe necessario. Gli Usa possono esercitare un forte potere negoziale nei confronti di Pechino modulando le misure restrittive sull'esportazione di semiconduttori di alta gamma.

Sugli altri punti importanti in agenda Iran, Corea del Nord, Afghanistan e clima invece in Alska si è forgiata una minima convergenza di vedute, anche se non è chiaro quali saranno gli effetti pratci . In particolare Biden potrebbe riportare gli ayatollah al tavolo del negoziato sul nucleare sospesa da Trump, ma ancora in vigore per tutti gli altri contraenti.



Comunque l'economia cinese ha ancora parecchia strada da percorrere, innanzitutto riequilibrando lo sviluppo verso una crescita trainata dai consumi privati e non dagli investimenti pubblici. Inoltre proseguirà a grandi passi il processo di urbanizzazione: nel 2021 quasi 18 milioni di residenti nelle aree rurali (pari alla popolazione di di Svizzera e Portogallo) si trasferiranno nelle città, secondo le statistiche delle Nazioni Unite e pertanto in 5 anni il 65% dei cinesi vivrà in aree urbane. Per alimentare questo imponente trasferimento le autorità stanno pianificando la modifica del sistema hukou, un registro delle famiglie che frena l'emigrazione verso le città. Il nuovo hukou sarà basato su un sistema a punti che favorisca i giovani istruiti.

18 mar 2021

Cottarelli: All'Inferno e Ritorno


"La sera vado a letto pensando che avrei potuto far qualcosa e non l'ho fatto". In questa considerazione di Carlo Cottarelli e' racchiusa la motivazione del suo impegno civile. Il titolo del suo nuovo libro "All'Inferno e Ritorno" sembra quello di un film western degli anni '70, invece delinea un percorso di risalita dalla scarpata lungo cui il paese rotola da 40 anni.

Un tentativo estremo (unito all'invito di rimboccarsi le maniche) per non soggiacere all'avviso che Dante immagina apposto sulla porta dell'Inferno "Perdete ogni speranza o voi che entrate".



E' il quinto libro che Cottarelli pubblica da quando e' tornato in Italia ed abbraccia temi come la solidarieta', l'uguaglianza dei punti di partenza, la sburocratizzazione della PA e le speranze infuse dall'avvento di Mario Draghi al vertice del governo dopo oltre due anni di cialtronismo dilettantesco di cui purtroppo ancora non ci siamo liberati.

La risalita dall'Ade non sarà agevole e non c'e' in vista una Beatrice che ci guidi.

17 mar 2021

L'inflazione da materie prime

La ripresa economica in Italia stenta a prendere piede, in Europa arranca, ma in molte altre economie è già una realtà, soprattutto in Cina. Per gli USA, l'Ocse ha di recente raddoppiato le previsioni di crescita e la disoccupazione si sta riassorbendo.

In questo contesto il mercato delle materie prime, da quelle energetiche ai metalli, è sotto pressione con i prezzi in crescita a tripla cifra, i container introvabili e i noli delle navi a livello stratosferico. Molte aziende hanno dovuto sospendere la produzione in attesa delle consegne.

Si tratta di una fiammata temporanea destinata a rientrare nell'alveo della normalità , oppure di un superciclo delle commodities dovuto a insufficienti investimenti per aumentare la capacita' produttiva? Quali saranno le ripercussioni sull'inflazione dei prezzi al consumo? E le banche centrali la cui politica monetaria ultraespansiva si basa sull'assenza di pressioni inflazionistiche come reagirà? Intensificheranno la repressione finanziaria per espropriare i bondholders o cominceranno a fare i conti con le follie del passato?



14 mar 2021

Uccelli Paduli Cinesi

La Cina e' un paese dove "la rule of law" e la protezione dei diritti di proprietà non esistono. I casi di furti, truffe, malversazioni eclatanti, violazioni delle regole e disprezzo degli obblighi contrattuali sono all'ordine del giorno. Alberto Forchielli in questo video racconta alcuni casi eclatanti di cui e' rimasto vittima e che offrono uno spaccato del "miracolo cinese" basato sull'illegalita' diffusa e sulla corruzione estesa fino ai vertici del potere.



Ne esce un quadro inquietante che getta una luce sinistra sul nuovo trattato tra Cina ed Unione Europea per la disciplina degli investimenti diretti (vedi il post Xi Jinping abbindola la Merkel). Prima di firmare questa aberrazione che rischia di penalizzare e depauperare le imprese europee e' necessario chiedere alla Cina di istituire un meccanismo giuridico internazionale indipendente dalle autorità cinesi per punire che viola le regole e rimuovere i politici che fiancheggiano i delinquenti.

10 mar 2021

Marco Bentivogli Contro la Tecnofobia





L'innovazione tecnologica e la globalizzazione sono le bestie nere dei populisti, dei retrogradi e dgli squinternati mentali. La retorica a tinte catastrofiste, alimentata da una massa di mestatori sui social, ha esacerbato le ansie, le paure e la rabbia tra i lavoratori dell'industria che subiscono l'impatto della innovazione sentendosi spaesati.

Marco Bentivogli, da Segretario dei metalmeccanici della CISL, ha avversato la deriva tecnofobica. Ha condotto una coraggiosa battaglia di idee all'interno del sindacato (ma troppo spesso anche in antitesi alle imprese con lo sguardo rivolto al passato), per affermare la esigenza imprescindibile di spingere sull'acceleratore dell'innovazione.



L'industria del XXI secolo sarà sempre piu' incentrata sull'interazione tra uomo e robot che Bentivogli definisce "cobot" nel senso di "collaborative robot". Senza una rivoluzione che scardini i mansionari, l'organizzazione aziendale e soprattutto la formazione, la manifattura italiana è incamminata verso un tragico declino.

Non è la tecnologia a creare disoccupazione, bensì è la mancanza di tecnologia. Infatti i paesi con il maggior numero di robot installati in rapporto al numero di lavoratori sono quelli dove il tasso di disoccupazione è più basso. Questo dovrebbe essere uno dei capisaldi della politica economica del governo Draghi.