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8 gen 2022

L'euro compie 20 anni, alla faccia delle scimmie che ne prevedevano il tramonto




Il 1 gennaio 2002, a cominciare dalla Finlandia, entravano in circolazione le monete e le banconote della moneta unica europea dopo un periodo di tre anni in cui l'euro era stato solo una valuta virtuale usata nei bilanci aziendali e nei mercati finanziari. L'operazione logistica fu un successo straordinario completata in meno di due mesi.

Per l'Italia l'euro ha rappresentato uno scudo formidabile che ci ha protetti dagli shock dell'economia globale 

L'euro ha permesso una gigantesca riduzione degli interessi sul debito pubblico e ha spinto un aggiustamento doloroso ma necessario dell'industria italiana che oggi tiene a galla il paese con 500 miliardi di esportazioni. Ma in questo ventennio quei benefici sono stati vergognosamente dilapidati dai governi di destra e di sinistra per comprare il consenso e continuare ad alimentare le sacche di parassitismo clientelare. Si tratta del più grande crimine politico della Storia italiana.




Quella stessa cloaca politica che ha commesso il crimine (sia a destra che a sinistra) mira a completare l'opera di devastazione 

I partiti che hanno fatto campagna elettorale nel 2018 chiedendo i voti per toernare alla lira appena sperperati i fondi del Next Generation EU cercheranno l'occasione propizia per la cosiddetta Italexit.

Perché non bisogna farsi illusioni. Il percorso di risanamento futuro per un paese arretrato e inefficiente sarà dolorosissimo. La masnada di demagoghi che al momento si tiene nell'ombra, è pronta a tornare alla luce del sole per diffondere le sue ignobili menzogne sul tramonto dell'euro.

24 feb 2021

Un Bazooka a Palazzo Chigi


Per colpire il bersaglio occorre prendere la mira senza fretta. Inquadrato il bersaglio, il grilletto va quasi sfiorato trattenendo il respiro. Dopo il dibattito sulla fiducia in Parlamento, il governo Draghi deve rimediare agli errori ereditati dall'Avvocato del Popolo. In primo luogo mettere in piedi un piano vaccinale serio (senza i gazebo petalosi di Arcuri) che possa garantire almeno 400mila vaccinazioni al giorno. Non sara' facile perche' la Von Der Leyen cui era stato affidatoil compito di procurare le dosi per tutta l'UE si e' fatta prendere per il naso dalle societa' farmaceutiche. Draghi ha parlato con la Merkel per approntare un piano B ma ancora non c'e' luce in fondo al tunnel. In secondo luogo occorre riformulare il Recovery Plan secondo le linee guida della Commissione Europea. In due mesi non è possibile definire obiettivi e tappe intermedie soprattutto in assenza di una tabella di marcia affidabile sulle riforme strutturali (dalla Giustizia al Codice degli Appalti).



Insomma la bicicletta su cui deve pedalare SuperMario ha le ruote bucate e i cerchioni ammaccati. Purtroppo e' l'unico mezzo di locomozione rimasto in questo paese allo sfascio.

15 feb 2021

Fiat Draghi





Conte, da devoto del Santo dalle mani bucate, ha sempre manifestato una incontenibile pulsione per la spesa corrente, per i sussidi a pioggia e per gli emolumenti ai parassiti oltre a norme di corto respiro utili a comprare consenso facendo lievitare il debito. Il Recovery Plan al contrario, impone di favorire gli investimenti strutturali che sviluppino ricchezza duratura, e aumentano la produttivita' totale dei fattori. Per questo il suo Piano per ottenere i fondi del Next Generation EU era una brodaglia di misure di corto respiro, in assenza di una visione generale. Quando il documento viene inviato al Quirinale, agli esperti di Bruxelles e alle cancellerie europee (soprattutto ad Angela Merkel garante dei 209 miliardi) la reazione e' di incredulo sbigottimento.

Per quanto tramortiti dalla lettura di un piano inadeguato alla gravita' del disastro economico, sanitario e sociale in cui versa l'Italia, nessuno ha il coraggio di gridare allo scandalo pubblicamente. La congrega di vigliacchi che fanno i fenomeni solo nei talk show lasciano che sia Matteo Renzi ad assumersi la responsabilita'. Mentre Zingaretti e il PD che pure si sono in buona parte convinti che Conte sia un incapace dopo aver dato assicurazione a Renzi di essere sulla stessa lunghezza d'onda, alla rpva dei fatti continuano a sostenerlo politicamente. Persino nell'operazione "responsabili" dove vengono sbeffeggiati. La miserabile pagliacciata pero' rischiava di mandare in rovina il paese e quindi preso atto della realta' anche i piu' riluttanti si sono rassegnati a chiamare Draghi d'urgenza. Persino i grillini hanno dovuto rendersi conto di essere arrivati a fine corsa. Pur di sopravvivere Grillo ha dovuto intervenire per sedare la ribellione dei militonti e tirare la volata a Draghi.

14 feb 2021

Tutti Insieme Appassionatamente





Conte e il suo team hanno dimostrato la propria inadeguatezza quando, il 5 dicembre, e' stata diffusa in maniera riservata la prima bozza del Recovery Plan (il Pnnr). Dope sei mesi di lavoro (senza contare gli Stati Generali) le cento paginette non contengono le innovazioni strutturali richieste dall’Europa, ed elencano troppi programmi che non producono alcun frutto di rilevo (Draghi lo definirebbe debito pessimo). Poche tabelle, grafici inesistenti, e solo un aborto di riforma della giustizia (appena 11 paginette), senza capo ne' coda per non scontentare il partito dei magistrati. Il riordino della pubblica amministrazione, assente. I piani di spesa non parvenuti.

Su quell'obrobbrio Renzi (e altri nella maggioranza che pero' rimangono nell'ombra) il 30 dicembre solleva le obiezioni urticanti che innescano la crisi di governo. Il Mef viene costretto a dispiegare i suoi tecnici piu' bravi per provare a produrre un documento presentabile per il Consiglio dei Ministri del 13 gennaio. Il tempo pero' e' poco e i miglioramenti poco incisivi. Il destino gramo del governo piu' incapace dell'Occidente si compie quando Renzi ritira la sua delegazione dalla gabbia di matti.

Nel nuovo governo ai cosiddetti "tecnici" sono affidati i compiti piu' delicati per il rilancio economico del paese attraverso la leva del Recovery Fund. Fanno eccezioni Speranza e Giorgetti. Il primo e' rimasto al suo posto perche', pur avendo dato prova di incompetenza, sara' il capro espiatorio principale di fronte all'opinione pubblica e alla magistratura. Il secondo nella Lega e' l'anti-Borghi/Bagnai, cioè colui che dovra' piombare per sempre il tombino della fogna no-euro da cui sono fuoriusciti liquami stomachevoli. Sara' il raccordo con il Nord produttivo affiancato da qualche vice-ministro o sottosegretario tecnico in grado di mettere a punto i programmi e portarli a compimento.

Gli altri "politici" occupano ministeri che in questa fase non sono cruciali, ad esempio Cultura, Difesa, Esteri, Agricoltura, oppure devono risolvere problemi causarti dal Conte bis, ad esempio Turismo o Lavoro. Insomma il governo e' composto di cerchi quasi concentrici: il primo economico-tecnico-strategico, il secondo social-mattarelliano a trazione cattolica, il terzo riservato ai capicorrente dei partiti, il quarto di rappresentanza e chiacchiere assortite.


Non e' il "governo dei migliori", ma transeat. L'importante e' aver rimosso buona parte dell'accozzaglia di incapaci che si erano montati la testa. Draghi dovra' concentrare il capitale politico e i ministri di vaglia su tre o quattro fronti strategici, dal piano vaccinazioni alla digitializazione della PA. Per il resto, ad officiare le Messe cantate (alla Farnesina o alla Conferenza Stato-Regioni), possono essere destinati anche dei fraticelli novizi o minori. Persino stonati. La partita si gioca sull'utilizzo del Recovery Plan che i grullo-rossi stavano per buttare alle ortiche.

Per concludere, il governo che muovera' i primi passi la prossima settimana non deve essere giudicato sulla base delle riforme strutturali che servirebbero per riportare l'Italia nel novero della nazioni civili ed economicamente avanzate. Purtroppo il termine di paragone saranno le compatibilita' politiche consentite dal peggior Parlamento della Storia repubblicana e da un elettorato nutrito a colpi di sussidi, parassitismo, pensioni e diritti acquisiti.

11 feb 2021

Perche' Conte e' Naufragato sul Recovery Fund?




Mentre va in scena la farsa del voto sulla Piattaforma Rousseau, il Parlamento Europeo il 10 febbrio 2021 ha approvato il meccanismo del RFF che e' la parte piu' cospicua del Next Generation EU. In precedenza, il 21 gennaio la Commissione aveva varato le linee guida per l'approvazione dei programmi e delle riforme. Per chi non lo avesse capito, perso tra un TG e un talk show, l'Italia e' stata elegantemente incaprettata.

Per dare un'idea di cosa viene richiesto ad ogni paese vi riportiamo la sezione sulle milestones:
"Gli Stati membri dovrebbero proporre tappe fondamentali e obiettivi che rifletteranno i progressi compiuti nell'attuazione delle riforme e degli investimenti di questa componente. Il raggiungimento di questi traguardi e obiettivi sarà una condizione per i pagamenti da effettuare allo Stato membro. Per ogni tappa e obiettivo, gli Stati membri sono invitati a indicare:
> cosa sta misurando la tappa / obiettivo;
> come questo sarà misurato, quale metodologia e fonte saranno utilizzate e come sarà verificato oggettivamente il corretto completamento della milestone / target;
> qual è la linea di base (punto di partenza) e qual è il livello o il punto specifico da raggiungere;
> entro quando sarà raggiunto, in particolare entro quale trimestre (gli Stati membri sono invitati a scegliere il primo e il terzo trimestre di ogni anno o il secondo e il quarto trimestre di ogni anno);
> chi e quale istituzione sarà responsabile della misurazione e della rendicontazione;
> perché è stato scelto questo traguardo / obiettivo specifico
."


In un paese dove non si riescono nemmeno a contare i morti e i contagiati di Covid nella regione piu' prospera ed economicamente avanzata, la Lombardia, e' ovvio che prima di poter agguantare i fondi europei bisognera' imporre una rivoluzione copernicana nella Pubblica Amministrazione. Ecco speigato perche' e' stato chiamato Draghi e a Conte e' stato rifilato un Vaffa.

31 gen 2021

Il Conte Fico





La fiducia ottenuta grazie al trio Mastella-Tabacci-Ciampolillo e' stata risolutiva per il governo, quanto i banchi a rotelle per il Covid. Zingaretti e Casalino non sono riusciti a comprare convincere altri magliari, i quali ovviamente aspettano che la bolla speculativa sul mercato dei voti si gonfi ancora un po' come quella di GameStop. Renzi dopo essere stato svillaneggiato e accusato di ogni nefandezza, si gode la vendetta assistendo alle contorsioni politico-verbali del Presidente del Consiglio che ha bisogno dei voti di Italia Viva per tenere in vita una minima speranza di varare il Conte Ter.



Renzi gioca con l'Azzeccagarbugli del Popolo come il gatto col topo, illudendolo come un liceale in calore e poi dileggiandolo dal pulpito del Quirinale appena uscito dalle consultazioni. Chiaramente l'intenzione e' quella di farlo bollire in pubblico ancora un po' in modo da minarne l'immagine e depotenziare il progetto di un suo partito. In tutto questo si nota l'assenza di Grillo dalla scena. Il comico sempre loquace quando si trattava di esecrare la Kasta ora assiste allo spettacolo della Kasta grullina che cerca di imbullonarsi alle cadreghe parlamentari mentre il prode Dibba annuncia orgoglisamente che blocchera' i renziani sul bagnasciuga.

18 gen 2021

I Fondi del Next Generation EU Gettati alle Ortiche



Mentre Conte raccatta i voti dei vecchi 5 stelle e dei neo 5 mastelli, la clacque di Casalino cerca di imbellettare i fallimento del governo peggiore del mondo civile. Nonostante l'UE ci abbia concesso generosamente l'ultima occasione per riscattare una pluridecennale mediocrita', il Recovery Plan approntato dai gerarchi e' poco piu' di un inutile assortimento di slogan. Un richiamo della foresta pseudo-sessantottino con una verniciatina di digitalizzazione (arretrata di 20 anni) ed ecologismo da tema di seconda media. Manca qualsiasi coinvolgimento del settore privato, qualsiasi visione di futuro, qualsiasi capacita' progettuale, che non siano le solite infrastrutture concepita da mezze calzette in veste di assessori locali.



La logica che lo pervade e' la pervicace preservazione delle storture, dei privilegi e delle distorsioni accumulatesi dagli anni 60 in Italia. Un festival del clientelismo come nemmeno Bisaglia e Gaspari avevano osato sognare. Un'orgia della spesa pubblica di stampo peronista per accellerare la corsa verso la bancarotta.



La Danza sul Baratro





Il governo Conte-Zingaretti-Casalino detiene un record mondiale nella classifica della combinata Crollo del Pil - Morti da Covid. Tra i paesi del G20 solo l'Argentina ci batte per la gravità della crisi economica, ma registra meno vittime. Basterebbe questo dato per porre una pesante pietra sepolcrale sul governo delle scimmie al volante come su questo blog abbiamo anticipato da mesi. Invece a Roma ferve la caccia ai Responsabili per sostituire i senatori di Italia Viva, in modo che si compia la parabola dei grillini da feroci esecratori della Kasta nei Vaffa Day a zerbini di Mastella.

E sullo sfondo si staglia la terza stesura del Recovery Plan. Ancora una volta si dimostra che ministri e capibastone non riescono ad afferrare di cosa si tratti. La classe politica è convinta di poter distribuire 210 miliardi generosamente regalati dalla Commissione Europea. Invece la concessione dei prestiti e' condizionata alla presentazione di progetti ambiziosi, riforme strutturali e scadenze precise. Ma anche in Germania il clima politico potrebbe cambiare bruscamemte una volta che la Merkel uscira' di scena a settembre. La Bce fra pochi mesi dovra' rallentare l'acquisto di titoli italiani in base al programma PEPP, come abbiamo spiegato insime ad Udo Gumpel. E al quel punto saranno dolori acuti per le scimmie al volante. Il risveglio da questo sogno bagnato sarà brutale.

23 dic 2020

Dead Conte Walking





Il lavorio ai fianchi del governo Conte da parte di Italia Viva e parte del PD si e' intensificato nell'ultimo mese. Ormai e' chiaro a chiunque non giri con la mascherina sui bulbi oculari, che l'Avvocato del Popolo Bue non e' in grado di gestire nemmeno un chiosco di grattachecca sul Lungotevere. Mettergli a disposizione 200 miliardi sarebbe la strada piu' rapida per la bancarotta (ammesso che le istituzioni europee acconsentano allo scempio dei fondi).

Renzi aveva abbandonato il PD per fondare un partito che arrivasse quantomeno al 10% dei suffragi sottraendo consensi sia a Forza Italia data per moribonda sia al PD. Al contrario Italia Viva nei sondaggi rimane rasoterra. L'ex Rottamatore ha capito di essersi improvvidamente autorottamato riducendosi a fare la ruota di scorta della maggioranza o la parodia di Ghino di Tacco che brandisce la pistola giocattolo (la minaccia di elezioni anticipate). Insomma si e' reso conto che per evitare di sparire per sempre dalla scena politica insieme al manipolo di fedeli (non si sa fino a quando) che lo hanno seguito in Italia Viva deve sparigliare di nuovo le carte: togliersi dai piedi Conte e varare un nuovo governo dove lui abbia un vetrina che gli possa far intestare la rinascita dopo Covid.



Draghi sarebbe la persona ideale per guidare un governo di emergenza, ma bisogna costruirgli una maggioranza. Salvini ha confermato a Renzi che se si sbarazza di Conte, la Lega non chiedera' elezioni anticipate. Ma il Bomba ha qualche remora a fidarsi di colui a cui ha sbarrato la strada per i pieni poteri portando il PD ad allearsi con gli odiati grillini. Mattarella dal canto suo rimane una Sfinge, come e' giusto che sia. Mandare il paese alle urne durante una pandemia che causa oltre diecimila morti al mese, nonostante il lockdown, non sarebbe esattamente una decisione facile.

13 dic 2020

L'Armata Brancagrillone all'Assalto del Recovery Fund





Finita la pagliacciata sulla riforma del Mes, su cui i duri e puri grillini si sono rivelati ancora una volta mosci e infetti, il governo Bis-Conte - Casalino e' stao investito dallo tsunami di reazioni negative alle sue mire sul Recovery Fund (o Next Generation EU come e' stato ribattezzato). Al pensiero di mettere le mani sui 200 miliardi gentilmente concesso dalla UE, le ghiandole salivari di tutte le scimmie al volante hanno preso a secernere ettolitri di liquidi, ma ovviamente la lotta per il bottino sara' senza escursione di cannonate.

Conte ha creduto di poter accentrare il potere decisionale a Palazzo Chigi attraverso la "cabina di regia" affidata a 6 managers e 300 sottoposti tutti nuovi di zecca. Ma ovviamente il resto della casta ha bloccato quello che considera una rapina politica in piena regola. Renzi in particolare nel dibattito in Senato ha attaccato Conte a testa bassa, ma anche il PD, con Zingaretti, Delrio & Compagni ha minacciato di far deragliare tutto il governo, se i vari potentati dovessero restare a bocca asciutta.



Al momento si stanno gettando le basi per defenestrare Conte (la vaselina per la bisogna si chiama "verifica" come ai tempi del CAF) e sostituirlo con un governo tecnico. Persino Salvini si accoderebbe oltre ad un discreto numero di fuoriusciti grillini desiderosi di mantenere la cadrega fino al 2023. Insomma la parabola di Conte non e' entrata nella fase discendente, bensi' nella fase di schianto con il terreno.

28 nov 2020

Il Ricoveri (in manicomio) Fund





Ungheria e Polonia, spalleggiate dalla Slovenia, minacciano il veto sul Recovery Fund e su tutto il bilancio dell'Unione Europea. Questi paesi contestano la clausola che subordina la concessione dei prestiti e dei trasferimenti al rispetto dello stato di diritti e delle liberta' democratiche. L'universo mondo sembra convinto che il lavorio diplomatico della Merkel e della Von der Leyen potesse ammansire Orban & soci, invece il governo polacco ha ribadito in una lettera ufficiale il suo veto all'accordo accompagnando la missiva con un virtuale gesto dell'ombrello.

A Roma i minkio-grulli sono atterriti dalla possibilita' che la pioggia monsonica di soldi, spasmodicamente attesa da mesi, possa sfumare o essere rinviata di alcuni mesi. I tempi sono brevissimi. Il Consiglio Europeo fissato per il 10 dicembre deve mandare al Parlamento Europeo una proposta da votare e approvare nella sessione del 14 dicembre. Altrimenti a gennaio scatterebbe l'esercizio provvisorio del bilancio UE e tutto l'impianto del programma NextGenerationEU, faticosamente messo in piedi a luglio, rischia di sgretolarsi. Tra l'altro il bilancio deve essere approvato anche dai 27 parlamenti nazionali. In Olanda si vota a marzo ed inevitabilmente il voto sul Recovery Fund diventerebbe materia incandescente di campagna elettorale.

Ad ognio modo ieri sera Andrea Orlando, uno dei caporioni zingarettiani, nel pollaio di Otto e Mezzo, alla Gruber che gli porgeva giuliva il microfono, ha ammesso che nella Pubblica Amministrazione italiana non esistono competenze per formulare progetti con una minima possibilita' di essere approvati a Bruxelles. Legulei, burocrati e passacarte assortiti che affollano ministeri ed assessorati alle prese con un foglio Excel vanno in paranoia. Insomma anche se tutto andasse per il meglio a livello europeo, a livello italiano andra' tutto per il peggio, come sempre.